Colf e badanti, come gestire l’emergenza? Ferie maturate, permessi retribuiti…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Marzo 2020 14:23 | Ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2020 14:23
Colf e badanti, come gestire l'emergenza? Ferie maturate, permessi retribuiti...
Colf e badanti, come gestire l'emergenza? Ferie maturate, permessi retribuiti...

Colf e badanti, come gestire l’emergenza coronavirus (Ansa)

ROMA – Colf e badanti: come gestire collaborazione domestica e assistenza domiciliare agli anziani durante l’emergenza coronavirus? Il blocco degli spostamenti impone una riflessione immediata in particolare per i circa 1,2 mln di tra colf e badanti su due milioni totali, più della metà che lavorano in nero, senza contratto. In teoria non avrebbero titolo a spostarsi per recarsi al lavoro secondo le disposizioni emergenziali vigenti. 

“Cassa integrazione anche per colf e badanti”

Per le famiglie, l’assenza forzata dal lavoro pone invece il problema di dover rinunciare alla collaborazione, colf badanti e babysitter non sanno come difendere l’unica fonte di sostentamento economico. Anche per i circa 850mila contrattualizzati è tutt’altro che facile: da più parti (Damiano, Pd e Ronzulli, Forza Italia) si chiedono tutele e sostegno in caso di licenziamento.

Finora il decreto Cura Italia ha disposto solamente la sospensione dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti dai datori di lavoro domestico. “Se non si vogliono danneggiare 2 milioni di famiglie e avvantaggiare chi ha scelto il lavoro nero, occorre assicurare a colf e badanti la cassa integrazione in deroga”, dice Damiano.

Ferie maturate e permessi retribuiti

Cosa fare al momento? “Le associazioni di categoria consigliano – segnalano Marta Casadei e Michela Finizio sul Sole 24 Ore – di ricorrere alle ferie maturate e ai permessi retribuiti. Se è il lavoratore a richiederlo, o c’è comunque accordo, è possibile anche concedere una sospensione del rapporto durante la quale utilizzare i permessi non retribuiti (una specie di aspettativa), ma bisogna tutelarsi siglando una scrittura privata vincolata a un periodo di tempo (anche sei mesi, non ci sono limitazioni), seppur prorogabile”. (fonti Ansa e Sole 24 Ore)