Comuni e Province, troppi dipendenti in organico: 3 su 10 sforano il tetto

Pubblicato il 6 settembre 2012 17:34 | Ultimo aggiornamento: 6 settembre 2012 20:27

ROMA – Comuni e Province sono affollati di dipendenti eccedenti: tre su 10 hanno sforato il tetto sugli organici. Circa il 30% degli enti (Comuni e Province) non ha rispettato le norme imposte dalle varie leggi finanziarie per ”una definizione degli organici più aderente alla programmazione dei fabbisogni”. La notizia arriva dall’Ispettorato generale di finanza della Ragioneria di Stato che nel corso del 2011 ha realizzato in tutto 234 verifiche.

Parlando delle ispezioni, l’Ispettorato spiega che nel corso del 2011 sono state effettuate in tutto (cioè in tutti i settori della spesa pubblica) 234 verifiche rispetto alle 257 verifiche realizzate nel 2010. Il decremento – si spiega – va ascritto alla continua diminuzione di personale ispettivo passato dalle 74 unità al 31 dicembre 2010 alle 67 unità al 31 dicembre 2011.

In ogni caso le “magagne” vengono a galla: per quanto concerne la spesa complessiva del personale (sempre per Province e Comuni), negli enti in cui l’ammontare di tale voce è stato mantenuto nei limiti imposti dalle norme (circa il 70% dei Comuni verificati), la sua incidenza sul totale delle spese correnti è, comunque, aumentata. Relativamente al recente stop alla possibilità di assunzione di nuovo personale e di stabilizzazione del personale precario, le irregolarità riscontrate hanno riguardato oltre la metà degli enti esaminati sia per quanto riguarda le assunzioni, effettuate in numero superiore ai tetti ammessi, sia per quanto concerne le stabilizzazioni, risultate carenti sia sotto il profilo procedurale che nella quantificazione dei periodi utili all’immissione in ruolo.

Inoltre, in alcuni casi sono emerse stabilizzazioni a favore di tipologie di personale non destinatarie della specifica normativa. Ma il problema riguarda anche le “carriere”: per quanto riguarda le progressioni verticali ed orizzontali concesse, le irregolarità sono state riscontrate in più del 70% degli enti ispezionati. Nella quasi totalità degli enti, l’accesso dei dipendenti è avvenuto per mancato rispetto del principio, costituzionalmente sancito, dell’adeguato accesso dall’esterno, nell’attivazione delle procedure per le progressioni verticali: ovvero la mancata indizione di concorsi pubblici per una percentuale non inferiore al 50% dei posti disponibili, oltre alle tipiche criticità nelle procedure selettive, per carenza di adeguati e soprattutto oggettivi sistemi di valutazione.

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