Con Lactalis Usa il tesoretto di Parmalat dimagrisce a 796 milioni

Pubblicato il 30 Maggio 2012 9:17 | Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2012 9:32

MILANO – Si dimezza la disponibilità finanziaria di Parmalat accumulata dall’ex amministratore delegato Enrico Bondi grazie alle transazioni finanziarie con le banche. L’acquisto di Lactalis American Group per 904 milioni di dollari ha ridotto il ‘tesoretto‘ di Parmalat da 1.518 a 796,6 milioni di euro.

In compenso per Parmalat si profilano benefici a livello di utile (da 170,9 a 188,5 milioni) con un incremento del 10% dell’utile per azione (da 0,10 a 0,11 euro) e a livello di Ebitda (cioè il l margine operativo lordo che evidenzia il reddito di un’azienda basato solo sulla sua gestione caratteristica, al lordo di interessi, tasse, deprezzamento di beni e ammortamenti: da 374,1 a 433,6 milioni) con un aumento del margine operativo lordo per azione del 19% (da 0,21 a 0,25 euro).

Le sinergie stimate a partire dal 2014 tra l’azienda italiana che fa capo a Lactalis e la controllata americana dello stesso colosso francese sono stimate in circa 35 milioni di dollari su base annua, a fronte di investimenti complessivi stimati in circa 12 milioni di dollari.

Il prezzo di 904 milioni di dollari è provvisorio. Il prezzo definitivo potrà variare tra 760 a 960 milioni di dollari.

L’acquisizione di Lactalis American Group, che si concluderà a luglio, ha visto l’avvallo di Mediobanca consultata in qualità di esperto indipendente incaricato di assistere il comitato parti correlate.

Il documento per l’Opa della società francese contemplava ”operazioni straordinarie anche al fine di favorire lo sviluppo e/o l’integrazione dei due Gruppi”, come quella con Lactalis American Group.   Tuttavia ”Le ipotesi di far confluire in Parmalat le attività del gruppo Lactalis nel settore del latte confezionato in Francia ed in Spagna, prospettate a titolo esemplificativo nel documento di offerta, sono state allo stato considerate non prioritarie in considerazione dell’evoluzione dei mercati europei di riferimento, assai statici e con minori prospettive di crescita”, si legge nella documentazione relativa all’acquisto di Lactalis Usa. ”Tali operazioni pertanto, ritenute non prioritarie in coincidenza con l’avvio delle fasi preliminari dell’operazione, non sono attualmente allo studio” dell’azionista di riferimento di Parmalat mentre ”Restano fermi i piani di sviluppo nel settore del latte confezionato, quali parte fondamentale della strategia dei due gruppi”.