Condono era, condono resta: per le tasse nascoste al fisco sconto 80%

di Lucio Fero
Pubblicato il 22 ottobre 2018 9:40 | Ultimo aggiornamento: 22 ottobre 2018 12:20
Condono era, condono resta: per le tasse nascoste al fisco sconto 80%

Condono era, condono resta: per le tasse nascoste al fisco sconto 80%

ROMA – Condono era, condono resta. Certo, depenalizzare anche il riciclaggio era troppo. E l’hanno tolta dal Decreto Fiscale questa…possibilità. Certo, fare che anche le case o le proprietà che ti sei comprato all’estero con i soldi delle tasse non pagate diventano invulnerabili al Fisco con un piccolo obolo era troppo. E l’hanno tolta dal Decreto Fiscale questa…opportunità. Ma condono fiscale era e condono fiscale resta, anche se, chissà perché, sia Salvini che Di Maio si sono sforzati fin dall’inizio e continuano a sforzarsi di chiamare pan bagnato la zuppa di latte.

Salvini: “lo dico mille volte e lo ridico, riguarda solo chi ha presentato una dichiarazione dei redditi”. Con questa precisazione Salvini vuole far sapere, convincere, documentare che gli evasori fiscali non sono beneficiari del Decreto Fiscale. Quindi, secondo Salvini, gli evasori sono sono gli evasori totali, quelli che la dichiarazione neanche la fanno. Salvini si arrampica su erti specchi. Lo sa anche lui che non è così, che l’evasione fiscale vera, grande e tosta è quella del nascondere reddito dentro le dichiarazioni che si fanno.

E, non lo sapesse, ci sono le tabelle decennali di Agenzia Entrate e di ogni governo: l’86 per cento dell’evasione è da dichiarazioni infedeli, bugiarde, monche. Neanche il 15 per cento da mancata dichiarazione. Condono era e condono resta: chi ha nascosto reddito al fisco nella sua dichiarazione ha dal Decreto Fiscale uno sconto dell’80 per cento su quanto avrebbe dovuto pagare. Il non dichiarato si salda infatti versando un’aliquota fossa del 20 per cento.

Condono era e condono resta e ovviamente il condono riguarda, tocca, favorisce chi le tasse che doveva pagare non le ha pagate. E non le ha pagate perché ha nascosto i redditi, ha reso dichiarazione bugiarda. Condono premia evasori e non povera gente che non ce l’ha fatta a pagare le tasse. tanto questo è vero quanto è vero che lo stesso governo prepara altro provvedimento proprio per chi dimostra, tramite Isee, di non farcela a pagare le tasse. E quindi ottiene altro sconto in lunghe rate.

Condono era e condono resta: 20 per cento per i redditi omessi in dichiarazione e nascosti al fisco. Così è, così era, così resta. Di Maio ha spiegato che il governo ha così “aiutato la parte più debole della popolazione”. La parte più debole? La parte più debole quella che può arrivare con la sua attività/lavoro ad avere fino a centomila euro l’anno di redditi che ha dimenticato di dichiarare al Fisco? Parte debole quella che può mettere insieme cinquecentomila, mezzo milione di euro in 5 anni non di guadagni, ma di incassi, introiti, parcelle non dichiarati? La parte debole quella parte d’Italia che può conteggiare centomila l’anno che dimentica o nasconde?

Un lavoratore dipendente o un pensionato che viaggia tra i trentamila e i cinquantamila euro annui (facciamo trenta milioni di italiani?) e tutti dichiarati, anzi trattenuti alla fonte, apprende così che lui/lei è la parte forte e privilegiata. Lui/lei che centomila l’anno non li vedono neanche lordi e neanche per un anno nella vita apprendono che il governo soccorrevole è corso a sostegno e ristoro della parte debole della società, quella che le può capitare di nascondere in falsa o smemorata dichiarazione dei redditi centomila tondi l’anno.

La prossima volta che l’artigiano a casa non rilascia fattura Iva, che il negoziante dice che bancomat no grazie, che lo studio professionale lo vede magheggiare con fatture e scarichi fiscali, che…si ricordino dipendenti lavoratori e pensionati  che fanno così perché sono la parte debole. Loro, pensionati e lavoratori dipendenti con la ritenuta Irpef alla fonte sono la parte fessa. Testo di Condono fiscale alla mano. La parte fessa che paga le tasse. Ma ora il messaggio di Salvini e Di Maio è arrivato forte e chiaro: d’ora in poi ogni volta che ti dimentichi di pagarle sei parte debole e giusta della società, fai bene e sarai capito e premiato.