Condono tombale e scudo fiscale addio: M5s batte Lega, c’è l’accordo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 ottobre 2018 18:13 | Ultimo aggiornamento: 20 ottobre 2018 18:13
Pace fiscale. Condono tombale e scudo fiscale addio: M5s batte Lega, c'è l'accordo

Condono tombale e scudo fiscale addio: M5s batte Lega, c’è l’accordo (foto Ansa)

ROMA – Niente condono tombale, niente scudo fiscale per chi fa rientrare capitali dall’estero. L’accordo di governo annunciato dal premier Conte al termine del Consiglio dei ministri sa di vittoria a 5 Stelle. Era stato proprio M5s a schierarsi contro le misure contenute nella prima versione del testo della cosiddetta Pace Fiscale, per bocca di Di Maio (la sua frase sulla “manina” è già diventata cult) che per bocca di Fico, che ha più volte ribadito le distanze tra le idee del Movimento e quelle della Lega in tema fiscale. Conte, Di Maio e Salvini, schierati a mo’ di tridente in conferenza stampa, hanno giocato a fare gli amiconi dopo le liti degli ultimi giorni e hanno detto insieme che non c’è alcuna idea di patrimoniale.

Condono tombale.

La questione del condono tombale riguardava la dichiarazione integrativa che i contribuenti possono fare su quanto non dichiarato (in un primo momento) nella dichiarazione dei redditi. Ma nella prima stesura della misura c’era un inghippo: il tetto fissato a 100mila euro di redditi non dichiarati sul quale poter pagare una tassa sconto al 20% era in realtà molto più alto. Un tetto relativo a ogni singola imposta, cumulabile per ogni anno di imposta. Un effetto moltiplicatore che avrebbe fatto comodo ai “grandi evasori”.

Queste le parole di Conte sull’argomento: “La dichiarazione integrativa. Riguarderà il 30% rispetto a quanto dichiarato con tetto massimo di 100mila euro”.

Scudo fiscale per il rientro dei capitali.

Altro tema controverso, l’estensione della pace fiscale a chi aveva capitali all’estero, una sorta di incentivo a rientrare in Italia senza che lo Stato chiedesse alcunché.

Ancora Conte: “Abbiamo precisato che non riguarderà attività tenute fuori dallo Stato, nessuno scudo di sorta per capitali dall’estero. Ancora, a scanso di equivoci, abbiamo considerato qualche causa di non punibilità, che avrebbe dato un segnale di fraintendimento. Non contiene, quindi, nessuna causa di non punibilità”. 

Conte e l’accordo politico.

“C’è un accordo politico per cui in sede di conversione di questo decreto legge troveremo una formulazione adeguata a tutti i contribuenti che versano in situazioni di specifiche, oggettive, oggettiva, difficoltà economica”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa al termine del Cdm. “Nella sostanza ora consentiremo un ravvedimento operoso ma abbiamo pensato che forse resta scoperto una delle promesse contenute nel contratto”, aggiunge.

Salvini e gli italiani “vittime di Equitalia”.

“Finalmente si chiudono due o tre giorni surreali, nessuno aveva intenzione di scudare, condonare regalare, non tutto il male vien per nuocere, tutto è bene quel che finisce bene”. Così il vicepremier Matteo Salvini al termine del Cdm. C’è l’accordo “per recuperare quello che c’era nel contratto e non aveva trovato spazio, il saldo e stralcio delle cartelle di Equitalia, per le persone che versano in difficoltà economiche. Chiudiamo questa settimana con serenità fiducia compattezza e con questo impegno, e qua ci sono tre uomini di parola”.

Di Maio e lo “Stato amico” che non vuole uscire dall’Ue.

“Potenziamo lo strumento di saldo e stralcio delle cartelle Equitalia per tutte le persone in difficoltà. Abbiamo ribadito all’unanimità in Cdm che non c’è alcuna volontà di favorire chi ha capitali all’estero. Grazie a questo decreto nasce oggi uno Stato amico che aiuterà la parte più debole dei contribuenti. E’ stato un pomeriggio di lavoro proficuo”. Lo afferma il premier il vicepremier Luigi Di Maio in conferenza stampa al termine del Cdm.

“Non c’è alcuno proposito di uscire dall’Ue o dalla moneta unica, stiamo bene in Ue le cui regole vogliamo modificare”. Lo afferma il vicepremier Matteo Salvini in conferenza stampa. Parole a cui fanno seguito quelle dell’altro vicepremier Luigi Di Maio: “Finche resterò capo politico del M5S e finché ci sarà questo governo non c’è nessuna volontà di lasciare Ue o la zona euro, c’è la volontà di sedersi con le istituzioni Ue”.