Confindustria: “Consistente calo del Pil fra 2011-2012”

Pubblicato il 1 Dicembre 2011 16:38 | Ultimo aggiornamento: 1 Dicembre 2011 17:00

ROMA – Per l’Italia si ”delinea una consistente contrazione del Pil a cavallo tra 2011 e 2012”. Lo indica Confindustria nella congiuntura flash. E ”la caduta” della produzione industriale, ormai in ”recessione”, aggiunge, ”mette a repentaglio la sopravvivenza di molte imprese”.

L’industria italiana ”e’ ricaduta in recessione: -2,4% la produzione nel quarto trimestre sul terzo” e’ la stima ”cauta” del Csc sulla base della tenuta in ottobre (-0,2%) e novembre (-0,1%).

Il Centro studi di Confindustria evidenzia inoltre i ”fiacchi consumi in Italia, zavorrati da poca fiducia, poco lavoro e poco credito”. Ed e’ proprio la ”violenta stretta del credito che accentua la diminuzione della domanda interna”. La fiducia dei consumatori, inoltre, ”e’ crollata tra luglio e ottobre e ha segnato un modesto rimbalzo a novembre, restando sui bassi livelli di inizio 2009; preoccupano soprattutto – evidenzia ancora – la situazione economica e la disoccupazione, che in ottobre era all’8,5% (8,3% in settembre, dal 5,9% pre-crisi)”.

Tornando alla ”caduta della produzione industriale – rileva – e’ generalizzata a tutta Eurolandia. Nel caso italiano e’ piu’ profonda e, partendo da livelli di attivita’ ben lontani dai picchi di oltre tre anni fa, mette a repentaglio la sopravvivenza di molte imprese; inoltre, unita agli indicatori sui consumi (fiducia, acquisti di auto, vendite al dettaglio), sugli investimenti (margini bassi, ordini) e sull’export (commercio mondiale, scambi extra-Ue), delinea una consistente contrazione del Pil del Paese a cavallo tra 2011 e 2012”.

Rispetto al 2008-2009, sostiene il Csc, ”ci sono, pero’, elementi che formano una precaria rete di sicurezza: l’espansione americana, pur debole; lo sviluppo asiatico, benche’ meno tumultuoso; la mancanza di eccessi da smaltire, giacche’ il ciclo economico non ha alle spalle una fase positiva. La tenuta del prezzo del petrolio rispecchia condizioni globalmente piu’ resistenti. Mentre la cedevolezza del tasso di cambio dell’euro ribadisce che l’epicentro del peggioramento dello scenario e’ dentro l’Uem”.