Confindustria, il dopo Marcegaglia.Squinzi ancora favorito su Bombassei?

Pubblicato il 20 Marzo 2012 16:16 | Ultimo aggiornamento: 20 Marzo 2012 16:16

Giorgio Squinzi (Lapresse)

MILANO – Ormai mancano due giorni al 22 marzo, data in cui si conoscerà il nome del successore di Emma Marcegaglia a tenere le redini di Confindustria. La partita si gioca tra Giorgio Squinzi e Alberto Bombassei, attuale vicepresidente di Confindustria.

Da giorni rumors di ambienti industriali raccontati dai quotidiani, riportano preferenze ancora inespresse che vedrebbero Squinzi il gran favorito. Sembra però che non sia detta l’ultima parola, stando a quanto scrive Luca Pagni gli industriali non sarebbero mai stati così divisi.

Più volte punzecchiato nelle ultime settimane, Squinzi ha evitato di commentare le voci su una sua presunta designazione praticamente imminente: ”Non ho sensazioni in questo momento. Sono fiducioso e vado per la mia strada”.

A Bari il 12 marzo scorso aveva detto: “Durante il mio giro nelle sedi regionali dell’associazione ho constatato che la rappresentanza in Confindustria delle componenti del sistema economico non e’ equilibrata. Ad esempio ci sono settori quali quelli del legno e dell’arredo, dell’agroalimentare e della moda che producono tanto e vanno maggiormente rappresentati”.

In Emilia Romagna infatti il presidente di Confindustria regionale, Gaetano Maccaferri, ha parlato di una maggioranza a favore della candidatura di  Squinzi “pari a circa il 60 per cento della rappresentanza dell’Emilia-Romagna nell’Assemblea di Confindustria”.

Bombassei però è da otto anni membro del Consiglio direttivo di Confindustria e vuole combattere fino in fondo: “Basta con gli imprenditori ‘confindustriali per professione”, ha detto rivolgendosi ai colleghi del sistema in una lettera aperta inviata a due giorni dal voto della Giunta che dovràm designare il futuro presidente di Vial edell’Astronomia.

Per Bombassei, ”occorre che i principi etici nella vita associativa siano fermamente rispettati e che il tempo dedicato a Confindustria sia usato in modo efficiente. Sono necessarie discussioni concrete, decisioni consapevoli, in organi snelli, non pletorici”.

”Il futuro del Paese – sottolinea – è anche in mano a noi imprenditori, grandi, medi, piccoli. Solo le imprese, con la loro innovazione ed energia imprenditoriale, possono mantenere alta la bandiera dell’Italia e garantire posti di lavoro stabili, produttivi, non assistiti. In questo contesto la responsabilita’ di chi siede nella Giunta di Confindustria e’ grande, non solo per l’organizzazione imprenditoriale ma anche per il futuro del nostro Paese, e spetta solo alla autonoma responsabilita’ dei suoi membri determinare il corso dei prossimi anni”.

Se vincesse Squinzi, scriveva il Fatto qualche settimana fa, questo scenario “vedrebbe un unico grande sconfitto: Luca Cordero di Montezemolo”.