Confindustria, la sfida Bombassei-Squinzi giovedì al voto

Pubblicato il 21 Marzo 2012 20:37 | Ultimo aggiornamento: 21 Marzo 2012 20:48

ROMA – Con il voto segreto, domani, la giunta di Confindustria scegliera' tra Alberto Bombassei e Giorgio Squinzi il presidente designato per il dopo-Marcegaglia. Primo traguardo, decisivo, di un percorso che poi proseguira' per concludersi con l'elezione in assemblea a fine maggio.

Quattro anni dopo, il clima non e' quello del 2008, quando Emma Marcegaglia prese il testimone da Luca Cordero di Montezemolo con un consenso praticamente unanime (126 voti su 132), e Confindustria si mostro' compatta nel sostenere la prima donna alla presidenza degli industriali.

Sara' il voto di domani dei 187 componenti della giunta a dare un verdetto, certificando come si divide il consenso in uno scenario in cui Giorgio Squinzi e' apparso fin dalle prime battute forte di un buon vantaggio ma Alberto Bombassei mostra fiducia e sembra credere nel sorpasso.

Saranno i ''tre saggi'' della commissione di designazione, che per quaranta giorni hanno sondato il consenso del sistema di Confindustria e le aspettative degli industriali, tra le categorie e sul territorio, a presentare i due candidati alla giunta, domani in via dell'Astronomia. Ed i risultati del loro lavoro animeranno il dibattito che precedera' il voto.

In campo due visioni diverse. Giorgio Squinzi, amministratore di Mapei, e' il candidato della ''continuita' nel cambiamento'', in sintonia con Emma Marcegaglia. Un moderato, che ha piu' volte sottolineato il valore del dialogo. Una colomba? ''Non mi considero ne' un falco, ne' una colomba – ha detto di se stesso nelle scorse settimane -: cerco sempre di essere una persona rigorosa ed equilibrata, convinto che e' meglio dialogare in modo leale e costruttivo''. Alberto Bombassei, presidente di Brembo, ha invece incentrato la sua corsa alla presidenza sull'obiettivo di una ''rifondazione'' dell'associazione degli industriali, con un programma di netta discontinuita'; come dimostra anche il sostegno 'esterno' arrivato da Sergio Marchionne, l'ad della Fiat (che e' formalmente uscita da Confindustria da inizio 2012, dopo lo strappo dello scorso anno). Un 'falco'? ''Il mio lungo impegno prima in Federmeccanica poi come vice presidente per le relazioni industriali mi ha fatto guadagnare l'etichetta di falco ma – ha puntualizzato – sono semplificazioni giornalistiche''.

La corsa alla nuova presidenza si e' formalmente aperta lo scorso 24 gennaio, con la nomina dei tre saggi, che il sette marzo hanno chiuso le consultazioni ammettendo entrambi i candidati alla fase successiva dell'iter (era necessario un consenso pari almeno al 15% dei voti assembleari). Dopo il voto di domani, il presidente designato tornera' all'esame della giunta il 19 aprile, per presentare squadra e programma.

L'elezione formale ci sara' il 23 maggio, con il voto dell'assemblea privata; il giorno dopo Emma Marcegaglia, all'assemblea pubblica, passera' il testimone al nuovo leader.