Confindustria più ottimista: “L’emorragia dell’occupazione si sta esaurendo”

Pubblicato il 20 Aprile 2011 16:56 | Ultimo aggiornamento: 20 Aprile 2011 17:15

ROMA – Il Centro studi di Confindustria non si abbandona facilmente all’entusiasmo, ma l’ultima analisi sull’occupazione italiana è decisamente ottimista  per il futuro. L’emorragia occupazionale è in esaurimento, sottolinea il CSC, la domanda di lavoratori è in ripresa. Nuovi posti di lavoro quindi si stanno già creando e la richiesta riguarda, al momento, soprattutto il lavoro a tempo determinato.

Il Csc sottolinea che ”la domanda di lavoro sta tornando a aumentare”, e che l’occupazione a tempo determinato ha fatto registrare un incoraggiante +5,1% annuo nel quarto trimestre 2010.

Il Centro studi Confindustria sottolinea come sia comunque ancora ”debole” l’attività industriale italiana che nel primo trimestre, secondo le stime, ha avuto un aumento congiunturale dello 0,2% dopo la contrazione nel quarto trimestre 2010 dello 0,6%. In marzo si è registrato un aumento congiunturale su febbraio dell’1,5%.

Gli imprenditori si attendono progressi meno vivaci con aspettative di produzione a marzo in calo (a 16 rispetto al 18 di gennaio). Sul lavoro c’è- secondo il Csc – ”qualche segnale positivo ma non si delinea ancora una inversione di tendenza”.

Le aspettative delle imprese indicano comunque – si legge nella nota – ”che l’emorragia occupazionale è in esaurimento” e che ”la domanda di lavoro sta tornando ad aumentare”. La forza lavoro inutilizzata resta comunque ampia nei settori dove la produzione è ancora molto al di sotto dei livelli pre-crisi. La cassintegrazione autorizzata a marzo ha segnato un +45% su febbraio ”ben al di là di quanto giustificato dai fattori stagionali”.

La Confindustria sottolinea che la riduzione del volume delle esportazioni a febbraio (-5,6% su gennaio) compensa il balzo di gennaio (+7%). Il dato risente anche delle tensioni nel Nord Africa. Infine l’associazione sottolinea che il ritmo della ripresa mondiale ha iniziato a scemare dai livelli sostenuti del primo trimestre 2011. Gli indicatori congiunturali dopo i massimi di febbraio sono diminuiti a marzo. Sono in frenata ordini e produzione.