Confindustria, Squinzi: “Noi disponibili, Renzi non ci deludere”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Maggio 2014 11:33 | Ultimo aggiornamento: 29 Maggio 2014 11:44
Confindustria, Squinzi: "Noi disponibili, Renzi non ci deludere"

Confindustria, Squinzi: “Noi disponibili, Renzi non ci deludere”

ROMA – Confindustria, Squinzi: “Noi disponibili, Renzi non ci deludere”. Il presidente Giorgio Squinzi, introducendo l’annuale assemblea di Confindustria, si è rivolto direttamente al presidente del Consiglio Renzi, fresco di bagno elettorale che ne consolida la leadership di governo. “Il mandato popolare” al Pd ed a Renzi “testimonia la voglia di cambiamento che c’è nel Paese. Questa voglia attende fatti che diano sostanza alle riforme e alla crescita”. Giorgio Squinzi riconosce “incoraggianti segni di cambiamento”, una “azione vivace”, e dopo il voto chiede che “la stagione delle riforme istituzionali adesso parta davvero”.

“La nostra disponibilità è immutata e completa”, ma “fate le riforme, ne abbiamo bisogno per ricreare lavoro, reddito, coesione sociale. Non deludeteci”, perché “senza riforme – ha aggiunto – è impossibile agganciare la crescita”.

Squinzi è comunque costretto a snocciolare il rosario dei tanti, troppi, vincoli, ostacoli, resistenze burocratiche a una cultura d’impresa aggiornata alle sfide di oggi. Otto mesi di lavoro solo per pagare le tasse (68,5% sugli utili d’impresa), rigidità insormontabili da parte dei sindacati (L’articolo 41 della Costituzione, quello che stabilisce che l’iniziativa economica privata è libera in Italia “non è più un diritto garantito”).

Contratti. Entrando più nel merito delle proposte in discussione, Squinzi rileva quanto sia necessario “semplificare e migliorare la disciplina del contratto a tempo indeterminato, rendendolo più conveniente e attrattivo per le imprese. Non abbiamo bisogno di un nuovo contratto – avverte – neppure a tutele crescenti”.

“Dobbiamo favorire la contrattazione aziendale virtuosa, che lega i salari ai risultati aziendali e privilegiare la natura dei salari, piuttosto che la loro fonte e consentire di decontribuire e detassare quello di produttività anche se nasce dall’autonoma decisione dell’imprenditore”.

Ammortizzatori sociali. La Confindustria chiede di “ripensare profondamente” gli ammortizzatori sociali perché oggi “non sono né una tutela reale, né uno strumento efficace per trovare una nuova occupazione.A proposito della loro durata, Squinzi denuncia come sia stata “prolungata oltre ogni ragionevole limite, rallentando i processi di ristrutturazione delle imprese”. Per Squinzi bisogna limitarsi a due strumenti, la cassa integrazione ”per rispondere alle crisi in cui si possa prevedere un recupero di attività”, e l’Aspi.