Conti correnti, nei 10 anni di miseria più 44% di soldi degli italiani. Quali?

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 19 marzo 2018 9:58 | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2018 10:37
Conti correnti, nei 10 anni di miseria più 44% di soldi degli italiani. Quali?

Conti correnti, nei 10 anni di miseria più 44% di soldi degli italiani. Quali?

ROMA – Conti correnti, quelli in banca, quelli che più o meno ciascuno di noi ha. Quelli grazie ai quali la tesserina del bancomat produce contante ai prelievi, quelli con cui facciamo e incassiamo bonifici, quelli su cui si accreditano stipendi e pensioni, quelli per cui abbiamo un libretto di assegni e lo usiamo, quelli dove depositiamo i nostri soldi se non ne abbiamo in quantità tale da investirli, rischiarli…

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I conti correnti in banca, insomma il nostro portafoglio. Che nei dieci anni della grande crisi economica, nei dieci anni di miseria (il Pil italiano è arretrato dal 2.008 a oggi di molti punti percentuali di cui solo qualcuno è stato recuperato) si è gonfiato del 44 per cento.

Come, come? Ma come può essersi gonfiato il portafoglio dei conti correnti in banca nei dieci anni in cui l’economia arretrava, i redditi diminuivano, calava la ricchezza prodotta? Il mistero, che poi tanto mistero non è, ognun lo spieghi come vuole. Stiamo ai fatti e fatto sta che, come da calcoli e comunicazioni del Fondo Interbancario per la Tutela dei Depositi (articolo Sole 24 Ore a firma Andrea Gennai), i depositi sui conti correnti in Italia nell’ultimo anno risultano accresciuti del 4, 8 per cento. E risultano cresciuti nell’ultimo decennio del 44 per cento.

Fanno in totale 578 miliardi di euro nei conti correnti in banca. Anzi fanno 578 miliardi per difetto. Perché il Fondo monitora solo 173 banche e non calcola ad esempio i depositi delle Bcc ad esempio. Dunque di sicuro 600 miliardi e passa di soldi degli italiani nei loro conti correnti. Quantità che cresce, anche negli anni della miseria.

Sono i conti correnti di tutti quelli che ce l’hanno un conto corrente. Sono i conti correnti coperti fino a 100mila euro di deposito. Coperti nel senso che fino a quella cifra se la banca va in malora qualcuno ti rimborsa. Sono quindi i conti correnti che raramente varcano quella soglia come somma depositata. E sono i conti correnti che da anni non rendono un centesimo di interesse, anzi. E sono in genere conti correnti costosi, le banche non li regalano certo.

Non sono investimento, non sono rischio, sono appunto il portafoglio. Che cresce di volume nei dieci anni della crisi e di miseria. Come può essere possibile? Sembra strano, strambo, sbilenco. Lo sembra però un po’ meno se la si smette di pensare, dire e comunicare come comunemente si pensa, dice e comunica…

L’Italia, gli italiani, la gente…non sono una ed uniforme cosa. Possono coesistere e in Italia coesistono dieci milioni all’incirca di italiani che in questi dieci anni sono stati sospinti ai confini della miseria vera e altrettanti italiani (a milioni non a migliaia) che hanno continuato ad accumulare reddito e denaro. Può coesistere (talvolta nella stessa famiglia) un paese che non produce più ricchezza (assenza di lavoro o pessimo lavoro) e un paese che di ricchezza ne ha accumulata tanta (proprietà immobiliari, pensioni, depositi bancari appunto, tre campi in cui siamo primatisti in Europa).

Quei 600 miliardi nei conti correnti sono degli italiani, soldi degli italiani. Soldi a crescere cresciuti nei dieci anni peggiori dell’economia italiana. La narrativa politico-giornalistica non sa in che tasche collocarli, visto che il popolo e la gente secondo narrativa si sono impoveriti tutti e senza eccezione. E invece non proprio e non sempre e comunque non solo: anche quei 600 miliardi nei conti corrente son soldi di popolo e di gente.

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