Conto corrente: il costo sale a 77,6 euro l’anno. Meglio online: 14,7 euro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 novembre 2017 8:54 | Ultimo aggiornamento: 22 novembre 2017 8:54
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La stima di Banca d’Italia: conto corrente, meglio l’online

ROMA – Conto corrente: il costo sale a 77,6 euro l’anno. Meglio online: 14,7 euro. Aumentano i canoni delle carte di credito e bancomat, salgono le spese per i prelievi al bancomat e altre operazioni allo sportello e così il costo, a carico delle famiglie, per la gestione del conto corrente bancario torna a crescere nel 2016, dopo essere sceso negli anni precedenti.

L’indagine annuale della Banca d’Italia che passa al setaccio gli estratti conto di 13.036 conti correnti bancari e 1.040 conti correnti postali, fissa il costo annuale a 77,6 euro, 1,1 euro in più del 2015, bloccando quindi la fase di progressiva riduzione.

Una fase cominciata nel 2010 e proseguita sino all’anno scorso, durante la quale la spesa è calata del 3,4 per cento annuo per una diminuzione complessiva di 14,6 euro (era pari a 91,1 euro nel 2010). Per i consumatori si tratta di “aumenti inverosimili” come ha detto l’Unione Consumatori o dell’effetto “dei salvataggi bancari che vengono addebitati sui clienti” (Codacons). L’indagine, se conferma il più basso costo dei conti postali (anche per il minor numero di servizi offerti) per la prima volta analizza anche 836 conti on line non riferibili a sportelli e da lì emerge la loro convenienza.

La spesa media per chi sceglie di accedere al conto via Pc o smartphone è di 14,7 euro l’anno. Merito della mancanza del canone di base, dal cui pagamento è esente oltre il 95 per cento della clientela on line (contro circa un terzo della clientela tradizionale) dalle spese di scrittura, completamente gratuite e dalle commissioni sulle disposizioni, generalmente molto più vantaggiose per i conti on line, soprattutto per le operazioni effettuate su canali alternativi allo sportello.

Scorrendo il rapporto di oltre 30 pagine dotato di tabelle sulle diverse tipologie di dati, emerge per i conti tradizionali un calo di 1,2 euro nella spesa per i canoni di base, pressoché bilanciata dall’aumento dei canoni per le carte di credito e bancomat. Le spese variabili sono cresciute di 1,5 euro, riflettendo l’aumento delle commissioni unitarie con il numero totale di operazioni effettuate che è lievemente diminuito (da 144 a 143 unità).

La Banca d’Italia segnala che l’aumento delle commissioni sia dovuto alle operazioni effettuate attraverso canali non telematici, quali i prelievi di contante presso gli ATM e gli sportelli, i bonifici presso gli sportelli, le spese di scrittura per le operazioni effettuate allo sportello. Un segno, forse, delle politiche commerciali delle banche per scoraggiare questo tipo di operazione in filiale. La spesa infine è più bassa per i “giovani”, le “famiglie” e i “pensionati” a bassa operatività e sensibilmente maggiore tra le “famiglie” e i “pensionati” ad operatività almeno media. Una differenza dovuta anche alla differenza fra il numero di operazioni e servizi delle diverse tipologie di cliente.