Contratto bancari: accordo raggiunto, 85 euro in più in busta

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Aprile 2015 8:53 | Ultimo aggiornamento: 1 Aprile 2015 9:17
Contratto bancari: accordo raggiunto, 85 euro in più in tre anni

Contratto bancari: accordo raggiunto, 85 euro in più in tre anni

ROMA – Contratto bancari: accordo raggiunto, 85 euro in più in busta. Firmata nella notte, dopo un confronto iniziato ieri pomeriggio, l’ipotesi di accordo fra Abi e sindacati sul rinnovo del contratto con scadenza al 31 dicembre 2018. Il testo dovrà passare al vaglio di esecutivo Abi e assemblee sindacali. L’intesa prevede fra l’altro un aumento medio a regime di 85 euro in 3 anni (25 euro il 1° ottobre 2016; 30 euro il 1° ottobre 2017; 25 euro il 1° ottobre 2018) e soluzioni per l’occupazione. L’accordo è arrivato dopo un tour de force iniziato nel primo pomeriggio di ieri, culmine di una trattativa durata da un anno e mezzo e caratterizzata da confronti anche duri fra le parti e scioperi.

Il Casl dell’Abi guidato dal presidente di Mps Alessandro Profumo aveva fissato, con il supporto dell’esecutivo, l’ultima scadenza del 31 marzo per trovare un accordo “ma non a non ogni costo”, pena la disapplicazione del contratto. Fra accelerazioni e stop dei negoziati, tutto sembrava vicino a una nuova rottura (con minaccia di nuovi scioperi e agitazioni) la scorsa settimana quando i sindacati avevano interrotto le trattative sul tema della salvaguardia dell’occupazione. Una richiesta definita irricevibile da Profumo in un momento di profonde trasformazioni del settore ancora colpito peraltro dalla crisi.

L’impasse è stata superata con l’inserimento di soluzioni per l’occupazione e che tenessero conto anche dell’anima sociale, specie verso i giovani. Quindi un salario d’ingresso per i giovani assunti attraverso il fondo per l’occupazione aumentato dell’8% e la creazione di una piattaforma bilaterale per la ricollocazione nel settore del personale licenziato in caso di crisi aziendali.

Al tavolo ieri quindi si è arrivati con un altro clima per discutere il tema finale dell’aumento economico ma ciononostante non sono mancati momenti di confronto nella notte con alcune posizioni fra i sindacati non allineate. Alla fine però è arrivata al firma che, sebbene abbia la sospensiva del via libera dell’esecutivo e delle assemblee dei rispettivi sindacati, segna un punto finale al negoziato. Ora le banche e le organizzazioni potranno gestire meglio e senza conflitti una fase di ristrutturazione del settore che coinvolgerà, a detta di molti, non solo le popolari per effetto del decreto del governo ma anche molti altri istituti di credito.