Contratto scuola: ai prof aumento (da 85 a 110 euro) e orario invariato

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 aprile 2018 11:43 | Ultimo aggiornamento: 20 aprile 2018 11:43
Contratto scuola: ai prof aumento (da 85 a 110 euro) e orario invariato

Contratto scuola: ai prof aumento (da 85 a 110 euro) e orario invariato

ROMA – Aumenti compresi tra 85 e 110 euro mensili, orario di lavoro invariato, 400 euro di arretrati, meno potere ai dirigenti scolastici: questi i punti salienti del sospirato nuovo contratto scuola per 1,2 milioni di docenti italiani.

Si chiuderà giovedì prossimo alle 15, con la firma tra la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni (Aran) e i sindacati, la lunga partita del rinnovo del contratto del comparto istruzione, atteso da quasi 10 anni. Oggi la Corte dei Conti ha certificato l’ipotesi di rinnovo del contratto del comparto – che comprende Scuola, Università, Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM), Ricerca – che era stata siglata il 9 febbraio scorso.

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Con il sì della Corte dei Conti per circa 1,2 milioni di dipendenti entreranno in vigore le novità previste dal nuovo contratto e verranno confermati quindi gli aumenti previsti e gli arretrati. A firmare saranno Cgil, Cisl e Uil. Lo Snals, con il segretario generale Elvira Serafini, ha fatto sapere che non è intenzione del sindacato dare il proprio assenso ad un rinnovo contrattuale che, del resto, non ha avuto neppure il loro assenso in occasione della pre-intesa. La Gilda, guidata da Rino Di Meglio, deciderà giovedì mattina il da farsi.

Possibile – secondo indiscrezioni – una firma tecnica del sindacato per non perdere i diritti nella contrattazione integrativa. A tutti i lavoratori sarà riconosciuto l’aumento di stipendio previsto dall’intesa del novembre 2016 tra Governo e sindacati: per la scuola si va da un minimo di 80,40 a un massimo di 110,70 euro. L’aumento medio sarà di 96 euro mensili lordi a cui si aggiungono circa 400 euro di arretrati.

“Siamo molto soddisfatti per il traguardo raggiunto – ha commentato la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli – che ci consente di dare il giusto riconoscimento professionale ed economico, dopo oltre 8 anni di attesa, a tutti coloro che lavorano con passione e serietà nel comparto della conoscenza”. Soddisfatti anche Cgil, Cisl e Uil anche se quest’ultima, con il segretario Pino Turi, ha fatto notare che sono “inaccettabili i tempi di attesa” (70 giorni) che sono stati necessari per arrivare alla conclusione dell’iter di approvazione.

“La vera riforma di struttura dovrebbe – ha detto Turi – essere la riduzione dei tempi della burocrazia, non più vicini a tempi società reale”. Per la Flc Cgil, “questo Contratto non è un punto di approdo ma una ripartenza, visto che andrà in scadenza il 31 dicembre 2018 e che il prossimo governo dovrà stanziare nella legge di bilancio le risorse per il triennio 2019-2021”.

“Aver firmato il contratto – ha commentato la segretaria generale della Cisl Scuola, Maddalena Gissi – si conferma la scelta giusta, un concreto punto fermo in una situazione di grande incertezza politica. Chiunque abbia un minimo di buon senso lo capisce, anzi lo ha capito da subito, con buona pace dei tanti demagoghi in servizio permanente effettivo capaci solo di diffondere strumentali allarmismi. Questo contratto non ha tolto nessuna tutela, ne ha rafforzato qualcuna, ha ridato spazio alla contrattazione, a tutti i livelli”. Proprio in questi giorni, tra l’altro, si vota per rinnovare le Rappresentanze sindacali unitarie.