Controlli fiscali 2012: occhi su chi ha più di 5 milioni di euro di patrimonio

Pubblicato il 31 Maggio 2012 16:49 | Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2012 17:58

ROMA, 31 MAG – Per i controlli fiscali sulle persone fisiche, le analisi di rischio degli agenti del Fisco puntano, da quest’anno, sui soggetti ad alta capacita’ contributiva presenti in ciascuna provincia, ossia coloro che possiedono un patrimonio mobiliare e immobiliare che supera i 5 milioni di euro. Lo comunica l’Agenzia delle Entrate.

L’accertamento sintetico, ovvero quello che raffronta i redditi dichiarati con la capacita’ di spesa dei contribuenti, attraverso il cosiddetto ‘redditometro’, ”si conferma al centro della strategia di contrasto all’evasione e comincera’ ad essere effettuato in base alle nuove disposizioni in materia introdotte dal decreto legge del 2010, che si applicano per gli accertamenti relativi al periodo d’imposta 2009”, conclude la nota dell’Agenzia delle Entrate.

Più di 3.000 grandi contribuenti sotto tutoraggio, piani d’azione mirati su almeno un quinto delle medie imprese grazie ad analisi localizzate, controlli piu’ selettivi su piccole attivita’ e lavoratori autonomi, con l’aiuto determinante delle indagini finanziarie: sono le principali linee guida del percorso antievasione tracciato dall’Agenzia delle Entrate con la circolare che detta le strategie dei controlli 2012.

Aumentano dunque le grandi imprese che finiscono sotto tutoraggio. Sono piu’ di 3.200 i contribuenti di grossa taglia esercenti attivita’ di impresa costantemente monitorati dal Fisco, oltre 1.000 in piu’ rispetto ai 2.000 dello scorso anno.

”L’intento – spiega l’Agenzia delle Entrate – e’ quello di non abbassare la guardia su questa significativa platea di contribuenti, cosi’ da individuare in tempo utile fattori di rischio come, ad esempio, una pianificazione fiscale aggressiva, politiche di utilizzo strumentale delle perdite fiscali o forme di arbitraggio basate sullo sfruttamento di strumenti finanziari complessi. Gli 007 del Fisco, nello stilare apposite schede di rischio che indicano il livello di pericolosita’ di questi contribuenti, tengono conto positivamente dei comportamenti che ne attestano la propensione a costruire un rapporto di collaborazione con l’Agenzia, in un’ottica di trasparenza e fiducia”. Il piano d’intervento sui ‘medi’ riguarda per il 2012 almeno un quinto delle imprese e si realizza grazie alla sinergia con la Guardia di Finanza, basandosi su analisi di rischio ben calate nel territorio e nelle realta’ locali.

La strategia messa in atto nei controlli prevede una mappatura dettagliata delle imprese presenti in ogni provincia con l’aiuto di ‘Radar’, apposito sistema applicativo a disposizione degli agenti del Fisco. Gli ispettori terranno dunque conto di precisi indici di pericolosita’ come, ad esempio, l’assenza di controlli negli ultimi quattro anni, la presenza di perdite sistemiche o di redditivita’, su almeno due anni, molto piu’ bassa rispetto alla media della categoria economica, così come il rischio di evasione in materia Iva. La strategia per contrastare e prevenire l’evasione delle imprese di minori dimensioni e dei lavoratori autonomi punta soprattutto ad intercettare i corrispettivi non registrati mediante le indagini finanziarie, il ricorso alle quali e’ previsto in continuo aumento, fino a interessare nel prossimo futuro la maggior parte dei controlli su questa platea di contribuenti.