Coronavirus, il contributo del governo Comune per Comune

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Marzo 2020 - 12:42 OLTRE 6 MESI FA
Comune, Ansa

Coronavirus, il contributo del governo Comune per Comune (foto Ansa)

ROMA – In queste ore è stata firmata dal capo della Protezione civile Angelo Borrelli l’ordinanza che stanzia 400 milioni ai Comuni per distribuire aiuti alimentari a chi ne ha bisogno. Il contributo per ciascun comune non potrà essere inferiore a 600 euro. L’80% del totale, 320 milioni, viene ripartito tra le amministrazioni in base alla popolazione, mentre il 20%, 80 milioni, viene distribuito in base alla differenza tra il reddito pro capite e il reddito medio nazionale. 

C’è una tabella, pubblicata sempre in queste ore, che mostra come saranno suddivisi, Comune per Comune, questi 400 milioni.

La tabella è contenuta in un PDF inviato dal presidente della “Conferenza delle Regioni e delle Province autonome” ai Signori Presidenti delle Regioni e delle Province autonome.

La tabella è stata poi pubblicata dall’Associazione OnData (qui il link con la tabella completa).

La Stampa, utilizzando sempre la stessa tabella, ha creato la possibilità di cercare il proprio comune all’interno dell’elenco.

Qualche esempio: a Roma spetteranno circa 15 milioni, a Napoli e Milano 7, a Palermo circa 5.

I Comuni potranno distribuire i soldi stanziati dal governo per l’acquisto di buoni spesa – prevede l’ordinanza – utilizzabili per l’acquisto di generi alimentari o per comprare e distribuire direttamente generi alimentari e prodotti di prima necessità.

Nel testo non viene specificato l’importo dei buoni spesa. L’ufficio dei servizi sociali di ciascun Comune individua la platea dei beneficiari: viene data priorità a chi non sia già destinatario di altro sostegno pubblico (come il reddito di cittadinanza). Mentre per l’acquisto e la distribuzione dei beni ci si può avvalere di enti del terzo settore.

O Comuni possono anche destinare all’acquisto di generi alimentari i fondi derivanti da eventuali donazioni, che possono confluire su conti correnti bancari appositamente aperti.

Fonte: Ansa, La Stampa, OnData.