Coronavirus copre il botto Alitalia: nazionalizzata, da 11 a 3 mila dipendenti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Marzo 2020 13:13 | Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2020 13:29
Coronavirus copre il botto Alitalia: nazionalizzata, da 11 a 3 mila dipendenti

Coronavirus copre il botto Alitalia: nazionalizzata, da 11 a 3 mila dipendenti (Foto Ansa)

ROMA – Coronavirus attenua il botto Alitalia, Ma la notizia diffusa da Lucio Cillis su Repubblica fa il botto:

Alitalia, per tornare allo Stato tagli del 70% su flotta e personale”.

La Nuova Alitalia, scrive Lucio Cillis, cronista sempre attendibile

“entro fine aprile, verrà nazionalizzata e avrà un formato “mini”. Secondo il piano che il governo sta mettendo a punto in queste ore, Alitalia avrà in dote 30 o 40 aerei, ovvero il numero di velivoli attualmente di proprietà del vettore. La flotta è infatti composta da 114 aerei dei quali 73 in leasing e 41 acquistati nel corso degli anni, con un’età media che sfiora le 13 primavere”.

Forti tagli sono previsti anche per il personale:

“Per far funzionare una compagnia ridotta tra il 60 e il 70%,serviranno al massimo tremila addetti”.

Oggi a libro paga ci sono “quasi 11 mila impiegati”

C’è di più per quanto riguarda la cassa integrazione. Ai 4 mila dipendenti in cassa integrazione da aprile a settembre, inizialmente previsti,

“potrebbero aggiungersene altrettanti, visto che oggi sono operativi solamente tra i 25 e i 30 aerei con la livrea Alitalia”.

Questa, scrive ancora Lucio Cillis,

“è l’idea dell’esecutivo e dei ministri Patuanelli (Sviluppo) e De Micheli (Trasporti) che sperano di ripartire prima che i big dei cieli si riorganizzino. Tra le proposte che iniziano a farsi strada nell’esecutivo, prende piede l’ipotesi di una linea aerea saldamente nelle mani del Tesoro, magari con la partecipazione dei dipendenti della compagnia nel cda o (meglio) in un Comitato di sorveglianza in stile Lufthansa”.

Dopo anni di parole e miliardi buttati, siamo alla inevitabile conclusione:

“Una newco snella con nuovi contratti di lavoro, rotte limitate a corto-medio raggio che, in sinergia con una compagnia più solida (come la stessa Lufthansa), possa lavorare e crescere in un network nazionale ma anche internazionale e di lungo raggio approfittando della crisi generale. Una nuova, piccola Alitalia, che lascerebbe migliaia di dipendenti in esubero e aerei di troppo, in una bad company nella quale ripescare alla bisogna personale già formato e velivoli, soprattutto nel caso di una ripresa generalizzata delle operazioni”.

Sono anche previste “nuove regole relative agli accordi tra scali italiani e compagnie low cost. Meglio tardi che mai.

“Sarebbe allo studio una revisione del sistema degli incentivi pagati dagli scali alle linee aeree con lo scopo di attirare turisti e passeggeri nei propri territori. Le ipotesi sul tavolo guardano a gare trasparenti, aperte a tutti i vettori basati nel nostro Paese!.