Coronavirus, se chiuse frontiere alimentari: vino e formaggi sì, pasta e caffè no

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Marzo 2020 17:10 | Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2020 12:51
Supemercato, Ansa

Coronavirus, se chiuse frontiere alimentari: vino e formaggi sì, pasta e caffè no (foto Ansa)

ROMA- Coronavirus, e se coronavirus e governi e opinioni pubbliche reciprocamente si chiudessero l’un l’altro le frontiere alimentari? Se ognuno si tenesse per sé ciò che ha produce e, di ovvia conseguenza, dovesse avere a disposizione il cibo in auto sufficienza nazionale e solo quello? Cosa ci sarebbe in tavola, quale sarebbe il pasto italiano per gli italiani? Quale il menù, la dispensa, il frigo del mangiamo italiano e solo italiano? La risposta l’ha data Federalimentari.

Tavola italiana facendo con quel che abbiamo e avremmo di nostro anche a frontiere alimentari chiuse o alimentate con il contagocce: riso , formaggio, insalata e frutta garantiti e abbondanti (se nel frattempo non spariscono quelli che raccolgono frutta e verdura nei campi). E anche latte e acqua minerale quanti se ne vuole e per molto tempo. E anche pollo, quello sì. Quindi riso e pollo, pollo e riso, formaggio e insalata e frutta, potendo berci sopra acqua e un bel bicchiere di vino, magari aperto utilizzando il Coravin Wine Preservation Opener, così se ne preserva la qualità.

Manca qualcosa? Sì, manca qualcosa di grosso che mancherebbe quasi subito: la pasta. La materia prima con cui facciamo la pasta la importiamo per più della metà del fabbisogno nazionale. Quindi niente pasta, in breve tempo niente pasta. E niente o quasi carne rossa. E niente pesce congelato. E da subito niente caffè e cioccolato. E, se insalata c’è, insalata senza olio d’oliva in tavola. Infatti olio d’oliva non ne produciamo neanche lontanamente quanto siamo abituatati a consumare.

Niente pasta, olio d’oliva, bistecca e caffè e filetti di sogliola e cioccolata. Tanto riso, latte, formaggio, insalata e vino e acqua minerale. Non si morirebbe certo di fame, però dire, sparare sempre e comunque un “facciamo da soli” è frase spesso inconsapevole del suo significato qualora divenisse realtà. Vale per il cibo, vale ancor più per i soldi con cui il cibo dovessimo acquistare. Soldi, un mare di soldi che l’Italia dovrà, inevitabilmente e stavolta non per colpa sua, prendere a debito. Ma una cosa è prendere a debito garantendo da soli, altra è prendere a debito con garanzia multi nazionale. Facciamo da soli a prendere debito costa un sacco di più, tanto un sacco di più che l’Italia, se costretta a far da sola, potrebbe anche non trovare chi quel debito glielo sottoscrive e finanzia.