Coronavirus, il sussidio di Trump e Johnson batte Di Maio. Giampaolo Scacchi: “Soldi a tutti, miliardi alle PMI”

di Giampaolo Scacchi
Pubblicato il 20 Marzo 2020 6:11 | Ultimo aggiornamento: 19 Marzo 2020 21:05
Coronavirus, il sussidio di Trump e Johnson batte Di Maio. Giampaolo Scacchi: "Soldi a tutti, miliardi alle PMI"

Coronavirus, il sussidio di Trump e Johnson (nella foto Ansa) batte Di Maio. Giampaolo Scacchi: “Soldi a tutti, miliardi alle PMI”

Coronavirus, partono i sussidi. Di Maio ha fatto scuola col suo reddito di cittadinanza. Ora anche Boris Johnson e Donald Trump lo vogliono imitare. Scavalcandolo. E rincorrendosi.

Circolano e rimbalzano, tra fonti autorevoli come Daily Mail e Washington Post cifre che fanno impallidire.

In America si parla di 2 mila dollari (si presume al mese) per gli adulti, mille per ogni bambino. E di qualcosa come 300 miliardi per le piccole e piccolissime imprese. Qualcosa su cui a Bruxelles e a Berlino farebbero bene a meditare.

Vero è che Trump si gioca la rielezione. Ma anche la sinistra sta al gioco, rilanciando. I democratici chiedono di dare soldi ai cittadini, niente alle banche.

Da questa parte dell’Atlantico, in Gran Bretagna, Boris Johnson, appena rieletto con un mezzo plebiscito, ha anche lui in ballo una partita vitale per il suo futuro politico. Brexit è imminente e potrebbe essere ancor più esiziale per l’economia britannica a causa del coronavirus di quanto non potesse essere prima dell’epidemia.

L’altra faccia della medaglia è che, se funzionerà, potrà essere un modello per altri europei in crisi come l’Italia. Conservando i vantaggi dell’unione doganale, senza più i vincoli feroci e anche assurdi di una burocrazia guidata dalla Germania e da Berlino.

Per questo, per superare la crisi finanziaria del coronavirus e tra il timore che milioni di persone rimangano senza lavoro, tutti i cittadini britannici dal governo potrebbero ricevere stipendio base.

Secondo il Daily Mail, l’iniziativa è presa in considerazione dal ministero del Tesoro insieme ad altre misure, come la modifica dell’attuale sistema di Credito Universale.

L’entità della crisi economica che il Regno Unito deve affrontare è ormai chiara, le direttive sulla limitazione dei contatti sociali potrebbero portare a un crollo del PIL del 20% e il settore turistico addirittura scomparire.

Boris Johnson ha affermato che al fine di evitare che le famiglie precipitino in uno stato di povertà e ci siano disordini di massa, il governo sta valutando un “reddito di base universale” o UBI.

Il cancelliere dello Scacchiere Rishi Sunak ha parlato di un piano d’emergenza di £ 350 miliardi che include prestiti, sovvenzioni e agevolazioni per le imprese.

Il Primo Ministro ha dichiarato che il pacchetto “in tempo di pace è senza precedenti” ma è stato avvertito che il governo dovrà andare molto oltre, tra le cupe previsioni che l’epidemia del coronavirus potrebbe andare avanti più di un anno.

Il Ministero del Tesoro sta esaminando una serie di opzioni tra cui la modifica dell’attuale sistema di Credito Universale e l’aumento della retribuzione obbligatoria per malattia.

Alcuni rapporti di gruppi finanziari ipotizzan che le somme UBI andranno da 48 sterline a settimana fino a 1.000 sterline al mese per ogni cittadino.

Tuttavia, osserva il Daily Mail, sarebbe estremamente costoso e i ministri rischiano di assegnare ingenti somme a molte persone già abbastanza benestanti.L’Office for Budget Responsibility (OBR) è intervenuto proponendo al governo di pagare le bollette per tutti i britannici o eliminare totalmente le tasse comunali.

Resolution Foundation, think-thank britannico indipendente, ha esortato il governo a creare un nuovo benefit: retribuire un milione di lavoratori più vulnerabili per due terzi dell’abituale salario.

Daniel Susskind, economista del Balliol College, University of Oxford, al Financial Times ha spiegato che il rimborso cash mensile di £ 1.000 a persona al governo costerebbe circa £ 66 miliardi al mese.

“Rappresenterebbe una piccola parte rispetto al salvataggio di quasi £ 500 miliardi di cui il Regno Unito ebbe bisogno per rimanere a galla durante la crisi finanziaria del 2008”.

Nella lotta contro il coronavirus, più di 500 personaggi di spicco tra politici e accademici di tutto il mondo hanno chiesto un reddito di base universale firmando una lettera pubblicata su The Independent.

Carolyn Fairbairn, a capo della Confederation of British Industry (CBI), la Confindustria britannica, ha proposto di ridurre l’IVA e che i contributi sociali siano rimandati o annullati così da prelevare meno denaro alle imprese.

“La massima priorità assoluta in questo momento è che le aziende siano in grado di garantire il lavoro e su questo riteniamo che si dovrebbe fare di più”, ha dichiarato al programma Today della BBC in onda su Radio 4.

Jonathan Neame, amministratore delegato della catena di pub e della birra Shepherd Neame, ha avvertito che il pacchetto di prestiti del governo non servirà a fermare la perdita di posti di lavoro.