Coronavirus, sciopero dei lavoratori in smart working a Torino

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 Aprile 2020 23:26 | Ultimo aggiornamento: 21 Aprile 2020 23:26
Coronavirus, sciopero dei lavoratori in smart working a Torino

Coronavirus, sciopero dei lavoratori in smart working a Torino (Foto archivio Ansa)

TORINO  –  Ai tempi del coronavirus scioperano anche i lavoratori in smart working. La decisione di proclamare l’astensione dal lavoro di quattro ore per giovedì 23 aprile arriva dopo una trattativa sindacale in videoconferenza con il mancato accordo sulla cassa integrazione, a cui segue un’assemblea con i lavoratori sempre attraverso gli strumenti informatici.

Accade alla Scai Finance, azienda informatica del vicepresidente dell’Unione Industriale di Torino, Massimiliano Cipolletta.

“I 160 lavoratori di Scai Finance e le loro rappresentanze sindacali ritengono inaccettabile l’atteggiamento dimostrato dall’azienda durante l’avvio della cassa Integrazione per Covid19”, scrivono nel loro comunicato sindacale i delegati di Fiom e Filcams Cgil.

Nell’azienda, che opera nel settore delle consulenze informatiche alle attività finanziarie, con Unipol-Sai e Intesa Sanpaolo tra i clienti, sono in vigore due contratti di categoria.

“È incomprensibile – proseguono i delegati – l’attivazione della cassa integrazione per un numero così esiguo di persone, 24 su 160, che comporta una riduzione dei costi ridicola rispetto a quanto si sarebbe potuto ottenere con l’applicazione dell’ammortizzatore sociale su un numero decisamente più elevato di colleghi, con minima riduzione dell’orario di lavoro e minima perdita di salario”.

All’apertura della procedura per la cassa integrazione che interesserà per cinque settimane 24 dipendenti su 160, spiegano Fiom e Filcams, “l’azienda ha negato l’anticipo di quanto corrisponderà l’Inps, la rotazione tra i dipendenti e l’integrazione al salario di chi rimarrà a casa, creando una sorta di ‘lista nera’ di lavoratori discriminati, non dimostrando alcuna attenzione nei confronti dell’immediata necessità salariale che questi potranno avere in queste settimane”.

“Per questo motivo – concludono i delegati – il mancato accordo sindacale sull’erogazione dell’anticipo dell’indennità di cassa risulta ancora più iniquo e ingiustificato: la ridicola riduzione dei costi per l’azienda si contrappone ad un impatto economico devastante per i colleghi coinvolti dalla cassa e le loro famiglie”. (Fonte: Ansa)