Corte dei Conti contro la manovra: “Troppe entrate incerte”

Pubblicato il 28 Dicembre 2009 14:34 | Ultimo aggiornamento: 28 Dicembre 2009 14:34

«E’ rischioso prevedere di colmare il vuoto creato nei conti pubblici da maggiori spese o minori entrate strutturali con forme di copertura dagli esiti incerti, come la lotta all’evasione fiscale». E’ il giudizio espresso dalla Corte dei conti sulle previsioni del gettito 2009 e sulla copertura finanziaria prevista in particolare nella manovra estiva.

Le osservazioni della magistratura contabile sono contenute nella periodica “Relazione sulle tipologie delle coperture adottate e sulle tecniche di quantificazione degli oneri relativi alle leggi pubblicate nel quadrimestre maggio-agosto 2009”.

La lotta all’evasione ed all’elusione fiscale, ricorda la Corte dei conti, è una forma di copertura dagli esiti incerti e dunque una manovra fondata su di essa comporta il rischio di «quantificazioni ottimistiche e poco trasparenti e comunque non facilmente verificabili a consuntivo rispetto alla copertura di maggiori spese o minori entrate strutturali».

«Inoltre – scrive la Corte – tale incertezza è accentuata dal mancato coordinamento delle norme sul contrasto ai paradisi fiscali, gli arbitraggi fiscali internazionali e sullo scudo fiscale, sul quale il governo ha puntato per un maggior gettito nel 2009; misure che poiché appaiono insistere sulla stessa base imponibile, dovrebbero essere considerate legate tra loro da un rapporto di alternatività».

Lo stesso ragionamento spinge la magistratura contabile a criticare le misure che vengono coperte con gli attesi incassi da gioco, come per esempio quelle riguardanti gli interventi post-terremoto in Abruzzo.

Anche in questo caso, il problema è l’incertezza delle entrate, legata stavolta a comportamenti individuali. «Perché se da un lato è vero, come affermano i Monopoli, dall’altro – dice la Corte dei Conti – non appare comunque ispirata a criteri prudenziali una copertura di oneri così elevati e per un periodo di tempo così lungo affidata all’alea di comportamenti individuali connessi a consumi che presentano comunque un elevato grado di elasticità».