Mercato delle case: una su tre venduta con una parte in nero

Pubblicato il 18 maggio 2010 10:47 | Ultimo aggiornamento: 18 maggio 2010 12:22

Una città da 150.00o abitanti composta da 74.000 appartamenti, 56.000 box, 1.500 negozi, 4.200 edifici industriali e alberghi, 744 uffici, 12mila magazzini e depositi. Una città costruita interamente evadendo l’Iva. Questa la denuncia pubblicata dal Sole 24 Ore, risultato delle cifre diffuse dalla Guardia di Finanza a seguito dei blitz condotti nel 2009 su acquisti, vendite e intermediazione immobiliare.

I numeri delle Fiamme Gialle raccontano di un Paese in cui, più di un terzo delle case, viene venduta con una parte in nero. Il pensiero corre all’appartamento vista Colosseo dell’ex ministro Claudio Scajola e all’inchiesta dei magistrati di Perugia che lo ha portato alle dimissioni. Ora i dati della Finanza fanno capire che l’affaire Scajola è solo la punta di un iceberg di malcostume assai diffuso.

L’evasione, quasi tutta su immobili di nuova c0struzione, è di poco meno di 7 miliardi di basi imponibili (imposte dirette e Iva) non dichiarate e 1,2 miliardi di Iva:  nel 64% dei casi si tratta di abitazioni. Se si evade così tanto è perchè ci guadagnano sia il costruttore sia l’acquirente. Spiega il colonnello Flavio Aniello, comandante del nucleo speciale Entrate della Gdf: “C’è una perfetta concordanza d’interessi, il venditore risparmia le imposte sui redditi e l’acquirente taglia l’Iva”.

Proprio a causa dell’accordo tra chi vende e chi compra, l’erario perde 1,2 miliardi solo di Iva, mentre è impossibile stimare il dato relativo alle  imposte dirette. Il problema, spiega ancora il Sole 24 Ore, è che per gli immobili soggetti a Iva non si può utilizzare il meccanismo del doppio binario, ovvero dichiarare tutto l’importo ma pagare le impostesolo sul valore catastale, che corrisponde a un importo tra la metà e un terzo del valore di mercato.