Credit crunch: in cinque anni dimezzati i prestiti delle banche alle imprese

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Dicembre 2013 14:55 | Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre 2013 14:55
Credit crunch: in cinque anni dimezzati i prestiti delle banche alle imprese

Credit crunch: in cinque anni dimezzati i prestiti delle banche alle imprese (Sole 24 Ore)

MILANO – Settembre 2008: 62 miliardi i prestiti delle banche alle imprese italiane. Settembre 2013: 30 miliardi i prestiti delle banche alle imprese italiane.

I dati della Banca d’Italia fanno capire che il “credit crunch“, la stretta del credito, non è un incubo di un lontano futuro ma una realtà di un vicino presente. Scrive Luca Orlando sul Sole 24 Ore:

“L’effetto del credit crunch, evidenziato periodicamente dagli aggiornamenti di Bankitalia sugli stock, è ancora più drammatico guardando alle nuove operazioni di finanziamento. E settembre purtroppo non rappresenta un’eccezione. Nei primi nove mesi dell’anno, infatti, i prestiti erogati alle società non finanziarie in Italia sono stati pari a 305 miliardi, ben 51 in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un calo di oltre quattordici punti che però “impallidisce” rispetto al -38% realizzato mettendo a confronto il 2013 con i primi nove mesi del 2008, quando i nuovi prestiti sfiorarono i 500 miliardi di euro.

[…] Scenario opposto rispetto a quello odierno, caratterizzato da più di 40 fallimenti al giorno, 25 mesi consecutivi di calo della produzione industriale, un export che a fatica (-0,3% tra gennaio e settembre) riesce a resistere sui livelli del 2012. Il risultato è un circolo vizioso che si autoalimenta: imprese in difficoltà, sofferenze in crescita, restrizioni creditizie, difficoltà aggiuntive per le imprese, altre sofferenze in arrivo ecc…

Le nuove operazioni di credito approvate dalle banche non sono sufficienti per ripristinare i prestiti in scadenza e il risultato di questa diversa velocità provoca una costante erosione dello stock di finanziamenti al sistema: poco meno di 900 miliardi a fine 2011, appena 829 oggi per le società non finanziarie. Una riduzione che colpisce in misura quasi omogenea i diversi macro-settori, con un calo maggiore per le costruzioni, giù del 15,2% in due anni e le attività industriali (-15,2%) mentre per i servizi la riduzione dello stock di prestiti è “limitata” al 12,1%.

[…] Guardando ai finanziamenti in bonis al sistema produttivo (prestiti al netto delle sofferenze), l’ammontare totale nei confronti di imprese e famiglie produttrici è sceso a quota 809 miliardi, 63 miliardi in meno rispetto a 12 mesi prima, 122 prendendo come riferimento settembre 2011, punto d’avvio della seconda fase del credit crunch”.