Credit crunch soffoca il Nord. Prestiti banche in un anno -3.8%

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Ottobre 2013 18:29 | Ultimo aggiornamento: 20 Ottobre 2013 18:29
Credit crunch, prestiti in calo soprattutto al nord

Credit crunch, prestiti in calo soprattutto al nord

ROMA – Il credit crunch, ovvero la stretta del credito è più forte al Centro Nord che al Sud dell’Italia. Il calo dei prestiti bancari alle imprese, ad agosto scorso rispetto ad agosto 2012, è stato del 3,8% nelle regioni centro settentrionali: una contrazione decisamente più marcata di quella registrata su scala nazionale (-3,6%) e nelle zone meridionali (-2,4%).

Lo rileva un’analisi del Centro studi Unimpresa su dati Banca d’Italia. Ma le banche – dice la ricerca – sono più severe con le famiglie del Mezzogiorno: prestiti giù dell’1,4% rispetto al -0,5% del Centro Nord. Secondo l’analisi, il Centro e il Nord dell’Italia risultano più penalizzati in quasi tutti i comparti: il calo dei finanziamenti è più accentuato anzitutto sul versante delle imprese. La contrazione del credito tra agosto 2012 e agosto 2013 è stata pari al 4,8% per le imprese centrosettentrionali mentre era al 3,3% per le aziende meridionali, con la media italiana a -4,6%.

Guardando alle classi dimensionali delle imprese, la situazione non cambia, con le variazioni percentuali rispettivamente del -4,8% (Centro Nord), del -3,0% (Sud) e del -4,6% (Italia) per le imprese medio grandi; per le piccole imprese c’è stata una contrazione del 4,7% al Nord, del 4,0% e del 4,6%. Leggermente diversa, e sostanzialmente omogenea in tutta Italia, la situazione per le imprese familiari: -3,8% al Mezzogiorno, -3,7% al Centro Nord e -3,7% su scala nazionale.

Diverso invece, il quadro per i prestiti alle famiglie, dove la diminuzione dei prestiti (mutui, credito al consumo e finanziamenti personali) è stata più marcata al Sud rispetto al Centro Nord. Il credito bancario alle famiglie è calato dell’1,4% nelle zone meridionali rispetto al -0,5% delle zone centrosettentrionali e del -0,7% della media nazionale. “Di là dalle differenze territoriali, prediamo atto con rammarico che siamo costretti a commentare uno studio con 27 segni meno. Che sia Sud, Centro o Nord dalle banche esce sempre meno denaro per le imprese e le famiglie. La liquidità è fondamentale e ce n’è sempre meno a disposizione della cosiddetta economia reale” commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi. Quanto ai valori assoluti,negli ultimi dodici mesi – sempre secondo Unimpresa – le banche hanno tagliato oltre 50 miliardi di euro a imprese e famiglie.