Credito impossibile: richiesta fidi ai massimi, prestiti ancora giù

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 gennaio 2014 6:00 | Ultimo aggiornamento: 16 gennaio 2014 22:38
Credito impossibile: richiesta fidi ai massimi, prestiti ancora giù

Credito impossibile: richiesta fidi ai massimi, prestiti ancora giù

ROMA – Credito impossibile: richiesta fidi ai massimi, giù i prestiti. Le banche continuano a prestare sempre meno, a fronte di una richiesta sempre maggiore da parte delle aziende, che anzi chiedono importi più elevati: il -6% a novembre su base annua di prestiti erogati (dati Banca d’Italia) si confronta con l’incremento dell’1,7% di domande di finanziamento rispetto al 2012 (quando si registrava un analogo aumento). Significa che malgrado la crisi, nel 2013 le imprese non hanno smesso di chiedere credito.

Significa anche che “non sempre si tratta di crediti per investimenti, ma anche per sostenere l’attività coerente” (Simone Capecchi, Crif). Il credit crunch resta l’ostacolo principale alla ripresa dell’economia che timidamente s’affaccia: le banche guadagnano poco, i prestiti sono diventati più rischiosi.

Secondo la consueta rilevazione del Barometro Crif l’incremento della domanda di prestiti è stato dell’1,7% rispetto al’anno precedente. Solo a dicembre il numero delle domande di finanziamento da parte delle imprese è cresciuto del 5,7% rispetto allo stesso mese del 2012. Il numero di richieste di credito nel semestre luglio-dicembre risulta essere il più elevato in assoluto dal 2009 ad oggi.

Il Barometro Crif conferma anche una significativa crescita dell’importo medio dei finanziamenti richiesti da parte delle imprese italiane. Nei 12 mesi del 2013 infatti, nell’aggregato di imprese individuali e società, l’importo medio si è attestato a 70.700 euro contro i 57.503 euro del 2012 (+18,7%).

Per classe di importo, invece, cresce lievemente la fascia di richieste inferiori ai 5.000 euro, mantenendo la quota prevalente con il 32,8% del totale in virtù del peso preponderante delle richieste effettuate da imprese di piccola dimensione, che in Italia rappresentano la quota maggioritaria.