Crescita zero Italia: disoccupazione a febbraio al 10,7%, manifattura ai minimi dal 2013, spread…

di Dini Casali
Pubblicato il 1 aprile 2019 14:15 | Ultimo aggiornamento: 1 aprile 2019 17:59
Crescita zero Italia: disoccupazione a febbraio al 10,7%, manifattura ai minimi dal 2013, spread...

Crescita zero Italia: disoccupazione a febbraio al 10,7%, manifattura ai minimi dal 2013, spread…

ROMA – Crescita zero: alla fine anche dal governo, per bocca del ministro dell’Economia Tria, è arrivata l’ammissione che il rischio è serio e attuale. E i numeri sono lì a confermarlo: la produzione manifatturiera ai minimi da maggio 2013, la disoccupazione stabilmente sopra il 10%, lo spread in salita anche per motivi contingenti come l’aggiornamento del benchmark di riferimento.

I prossimi giorni saranno dunque decisivi per correre ai ripari, bisogna portare a casa al più presto, e senz’altro prima del varo del Def che si annuncia di lacrime e sangue, il decreto sblocca-cantieri e il decreto crescita, con l’obiettivo di dare ossigeno a una economia sempre più anemica.

Negli ultimi anni l’Italia ha registrato una “ripresa modesta” che ora “si sta indebolendo” tanto che nel 2019 “il Pil dovrebbe registrare una contrazione dello 0,2% e un aumento dello 0,5% nel 2020, stima l’Ocse.  La politica di bilancio espansiva e una debole crescita faranno lievitare il disavanzo delle finanze pubbliche, che passerà dal 2,1% del Pil nel 2018 al 2,5% nel 2019” mentre il debito salirà al 134%. All’Ocse puntano il dito contro quota 100 e reddito di cittadinanza, le misure simbolo del governo gialloverde: il provvedimento sulle pensioni rallenterà la crescita, il sussidio alimenterà il lavoro nero.

La disoccupazione a febbraio risale, al 10,7%. A febbraio il tasso di disoccupazione risale, attestandosi al 10,7%, in aumento di 0,1 punti. Lo rileva l’Istat, diffondendo i dati provvisori. Le persone in cerca di occupazione aumentano dell’1,2% (+34 mila), risultando pari a 2 milioni 771 mila. Su base annua tuttavia il numero dei disoccupati è in calo (-1,4%, -39 mila). Confrontando il dato con il minimo pre-crisi (5,8%, dell’aprile 2007), emerge come il tasso disoccupazione sia ancora di quasi 5 punti superiore.

Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24enni) a febbraio si attesta al 32,8%, in “lieve” diminuzione rispetto a gennaio (-0,1 punti percentuali). Il dato distanza quasi 14 punti dal minimo pre-crisi (19,4%, del febbraio 2007).

La stima degli occupati a febbraio è “in lieve calo” rispetto a gennaio: -0,1%, pari a -14 mila unità. L’Istat ricorda che il mese precedente aveva fatto registrare un “contenuto aumento”. L’istituto spiega come la diminuzione di febbraio si rifletta in una contrazione dei dipendenti (-44mila), sia permanenti (-33 mila) che a termine (-11 mila). Invece risultano in aumento gli indipendenti (+30 mila). Su base annua invece l’occupazione risulta ancora in crescita (+113 mila).

E’ allarme per i 35-49enni: non più ragazzi ma lontani dalla pensione, sono loro quelli che hanno più difficoltà sul mercato del lavoro. A febbraio, infatti, i dati Istat sono particolarmente sfavorevoli, con un calo di 74 mila occupati in un mese. La riduzione annua è di 216 mila, ma nell’arco dei 12 mesi è possibile calcolare gli effetti demografici, con il progressivo ‘spopolamento’ di questa classe a vantaggio degli over 50. Al netto della componente demografica la variazione degli occupati 35-9enni sarebbe nulla.Un risultato ‘magro’ rispetto alle altre fasce d’età, in rialzo.

Pmi manifattura Italia a nuovo minimo da maggio 2013. Scende a nuovi minimi da quasi sei anni l’attività del settore manifatturiero in Italia. A marzo il relativo indice rilevato da Ihs Markit ha segnato un ribasso a 47,4 punti da 47,7 di febbraio aggiornando i minimi da maggio 2013. I nuovi ordinativi hanno evidenziato un ribasso 44,9 da 46,1 di febbraio, toccando il livello più basso da aprile 2013.

Brusca discesa della fiducia per il settore manifatturiero in Germania. A marzo l’indice Pmi rilevato da Ihs Markit ha evidenziato un forte ribasso a 44,1 punti da 47,6 a febbraio, toccando il livello più basso da luglio 2012, dai tempi della crisi finanziaria dell’Eurozona. I nuovi ordinativi hanno segnato una pesante flessione a 39,3 punti da da 42,5 di febbraio, un livello che non si vedeva da aprile del 2009. (fonte Ansa)