Crisi Grecia: scoppia lite Usa-Europa, a rischio aiuti Fmi

Pubblicato il 27 Maggio 2011 9:20 | Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2011 9:28

DEAUVILLE – Scoppia la lite sugli aiuti alla Grecia: Barack Obama, preoccupato per l’euro debole, al G8 ha chiesto all’Ue di impegnarsi per salvare la Grecia, ma l’Europa ha detto “no” perché è un “problema di tutti”. Per questo sono a rischio gli aiuti da parte dell’Fmi.

Il tutto accade a Deauville mentre torna alla ribalta l’ipotesi estrema di un’uscita di Atene dall’euro. Ipotesi riesumata dalla commissaria Ue alla pesca, la greca Maria Damanaki, ma che la stessa Bruxelles stronca con decisione: si tratta di uno scenario fuori discussione. I greci usciranno dal tunnel della crisi più forti di prima – afferma l’esecutivo europeo – a patto che attuino senza tentennamenti il risanamento dei conti e dell’economia. L’impressione però è che la situazione del Paese ellenico possa precipitare da un momento all’altro.

La doccia fredda, però, arriva dal Fondo monetario internazionale. Per la prima volta, infatti, sono a rischio i suoi aiuti ad Atene, a partire dalla prossima tranche di prestiti per un ammontare di 4 miliardi di euro, fondamentale per onorare le scadenze di giugno ed evitare la bancarotta del Paese. Si tratta dei prestiti erogati insieme alla Ue (che entro giugno dovrebbe sborsare 8 miliardi) nell’ambito del piano da 110 miliardi varato un anno fa.

A lanciare l’allarme e’ stato il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, che si e’ detto pessimista sull’esito della missione di Commissione Ue, Bce ed Fmi ancora in corso ad Atene: ”In base al suo statuto – ha detto Juncker – il Fondo puo’ concedere un finanziamento solo a fronte di garanzie su un periodo non inferiore ai 12 mesi. E penso – ha ammesso – che si arrivera’ alla conclusione che queste garanzie non ci sono”.

Che non si tratti di preoccupazioni infondate lo dimostrano le parole della stessa portavoce dell’Fmi, Caroline Atkinson, pronunciate da Washington quasi in contemporanea con le affermazioni di Juncker: ”Noi concediamo finanziamenti dopo aver concordato con il Paese interessato le necessarie misure di risanamento e dopo aver constatato che sono disponibili anche altre fonti di finanziamento. Solo in questo modo possiamo salvaguardare i soldi dei nostri membri”. Intanto la Bce continua a scongiurare l’ipotesi di una ristrutturazione del debito greco: se cio’ accadesse per l’Eurotower nessuno darebbe piu’ soldi a un Paese non in gradi di rimborsare i suoi debiti. Per il ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schauble, i rischi sarebbero elevati, con ”conseguenze piu’ disastrose” da quelle del crack di Lehman Brothers.