Crisi, Bazoli: “Riforme o si rischia di avere lo Stato nelle banche”

Pubblicato il 31 ottobre 2011 12:13 | Ultimo aggiornamento: 31 ottobre 2011 12:26

ROMA, 31 OTT – ”Se le banche non raccolgono capitali sui mercati, l’ unica prospettiva e’ l’intervento dello Stato in maniera diretta o attraverso fondi sovrani”. Lo afferma il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli, secondo il quale per questo servono ”riforme per abbattere il debito e rilanciare la crescita”.

Bazoli, nel suo intervento alla presentazione del volume dell’Abi su ”le banche e l’Italia” alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha quindi affermato come non ”puo’ essere escluso nemmeno che nel breve o medio periodo” si apra cosi’ la strada all’intervento di ”gruppi stranieri”.

”Non possiamo piu’ tacere, la posta in gioco e’ elevata – ha aggiunto – Se si continuano a incontrare delle difficolta’ e dei costi insostenibili della raccolta (dovuti al declassamento del rating italiano ndr.) il restringimento del credito e’ una strada ineluttabile”. Bazoli ha quindi rilevato come per questo occorrano ”scelte che comportano sacrifici, perdite di posizioni e disponibilita’ al cambiamento” da parte di Governo e Parlamento.

”I mercati finanziari hanno assoggetto le banche italiane a pressioni e penalizzazioni pesantissime non giustificate dai risultati economici e patrimoniali degli istituti di credito”. Secondo Bazoli, cio’ e’ ”a causa della valutazione negativa degli investitori sul merito di credito del Paese”, messo in evidenza dall’alto differenziale (spread) fra Btp e Bund tedesco.