Crisi, Bce/ ”Ancora debolezza nel resto del 2009 e poi ripresa entro metà del 2010”

Pubblicato il 9 Luglio 2009 16:46 | Ultimo aggiornamento: 9 Luglio 2009 16:46

La Banca Centrale Europea (BCE) prevede che l’economia dei Paesi della zona euro tornerà a registrare tassi di crescita positivi del prodotto interno lordo «entro la metà del 2010», a quanto riferisce La Repubblica. Secondo il bollettino di luglio della BCE ci sarà ancora una «persistente debolezza» nel resto del 2009 e, dopo una «fase di stabilizzazione», arriverà finalmente la ripresa.

I governi, dunque, dovrebbero già pensare alle misure di risanamento di bilancio una volta attuata la exit strategy dalle misure di stimolo ancora in atto per favorire l’uscita dalla crisi. «Dovrebbero – raccomanda la Bce – predisporre nonché rendere note strategie di uscita dalle misure di stimolo e strategie di risanamento dei conti che siano ambiziose e realistiche, nel quadro del patto di stabilità e crescita».

Il processo di aggiustamento, si legge ancora, «dovrà iniziare, in ogni caso, al più tardi con la ripresa economica: nel 2011 andrebbero intensificati gli sforzi di risanamento». In particolare, secondo le indicazioni di Francoforte, nei Paesi con disavanzi elevati «l’aggiustamento strutturale dovrebbe raggiungere almeno l’1% del Pil».

Tuttavia l’Italia è tra i Paesi nei quali le misure varate dal governo a sostegno delle banche e del sistema finanziario avranno un impatto pari a zero sui conti pubblici. Secondo Francoforte, tali misure porteranno a un aumento del debito pubblico nell’area euro pari al 3,3% del Pil entro la fine del 2009.

I Paesi che potrebbero registrare le passività più elevate sono Irlanda (con un impatto sui conti massimo stimato al 242% del Pil), Paesi Bassi (35%), Belgio (34,6%) e Slovenia (33,2%). Impatto zero, oltre che per l’Italia, per Cipro, Lussemburgo e Malta, grazie alla mancanza di aumenti di capitale o acquisizioni di asset da parte dello Stato.