L’Italia non compra più, consumi come nel dopoguerra

Pubblicato il 2 agosto 2012 11:40 | Ultimo aggiornamento: 2 agosto 2012 12:36
Saldi

(Foto LaPresse)

ROMA – Gli italiani non comprano più. E ovviamente non perché non vogliano. Confcommercio lancia un vero e proprio allarme: il ribasso dei consumi nel 2012 è del 2,8%, mai così male dal dopoguerra. Per trovare un dato peggiore bisogna addirittura tornare indietro fino agli Anni Trenta.

Secondo la Confederazione dei commercianti, le vendite al dettaglio non sono mai uscite dalla crisi, e per il 2012 si prevede un saldo negativo per almeno 20.000 esercizi. “Ma forse, avvertono da Confcommercio, la stima è ottimistica”.

Crolla anche il Prodotto interno lordo italiano, che “sta raggiungendo i suoi minimi storici”. I picchi negativi sono stati raggiunti tra aprile e giugno. Secondo le ultime stime nel 2012 il Pil calerà del 2,2%, dall’1,3% di marzo. E non migliorerà nel 2013: se prima Confcommercio aveva previsto un pareggio, gli ultimi dati annunciano una riduzione dello 0,3%.

Anche i redditi degli italiani continuano a diminuire il proprio potere d’acquisto. Confcommercio prevede che nessuna delle regioni italiane nel 2013 recupererà i livelli di valore aggiunto procapite precedenti alla crisi. In alcune regioni, addirittura, non saranno riagganciati neppure i livelli del 1995: si tratta di Piemonte, Valle d’Aosta, Emilia Romagna, Umbria, mentre la Lombardia a malapena pareggia i conti.

 

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