Crisi, Confindustria: “La frenata proseguirà”

Pubblicato il 19 ottobre 2011 17:10 | Ultimo aggiornamento: 19 ottobre 2011 17:40

ROMA, 19 OTT – ”La frenata proseguira”’. Lo afferma il Centro studi di Confindustria nella congiuntura flash. ”La frenata globale ha trovato nuove conferme. La sua intensita’ non e’ uniforme”, afferma il Csc. Tra i paesi emergenti, spiega il Csc, ”e’ uno scalare di marcia in Cina e India e prende la forma di arretramento dell’attivita’ in Brasile”. Tra gli avanzati ”si traduce in flebile crescita negli Usa e minaccia di farsi recessione nell’Eurozona”.

“L’anticipatore Ocse – evidenzia ancora il Centro studi di Confindustria – ”indica che il peggioramento proseguira’ almeno fino alla primavera 2012”. Con andatura ”a zig-zag il commercio mondiale sta calando: le valutazioni sugli ordini esteri dicono che la caduta si accentuera’. In Italia – dice – cio’ togliera’ supporto all’export, proprio quando la domanda interna, gia’ debole, risentira’ dell’indispensabile e accelerato abbattimento del deficit pubblico; il balzo d’agosto di produzione e fatturato e’ uno scarto momentaneo dalla tendenza di stasi-flessione tracciata dai giudizi sugli ordini e dalle attese delle imprese manifatturiere; le quali durante l’estate hanno percepito un netto deterioramento delle condizioni per investire”.

“Le politiche di bilancio diventano piu’ restrittive nelle maggiori economie occidentali simultaneamente: tale coralita’ ne acuisce l’impatto congiunturale negativo”. La crisi dei debiti sovrani in Europa ”sta causando nuove difficolta’ di bilancio e rifinanziamento alle banche, che reagiscono con un ulteriore giro di vite sull’erogazione del credito; la retroazione sull’economia reale rende piu’ arduo centrare gli obiettivi di risanamento”.

“La spirale – sostiene – puo’ essere spezzata attraverso il cambiamento delle aspettative che solo l’accordo Ue e il rapido approntamento di strumenti adeguati puo’ imprimere; la soluzione europea non bastera’ pero’ a risvegliare l’appetito degli investitori per i titoli di Stato piu’ penalizzati, senza misure per la competitivita’ e la crescita nei rispettivi paesi”.

“La Bce puo’ fare ancora molto sul fronte dei tassi di interesse (ha piu’ spazi di intervento rispetto alla Fed) e nello stabilizzare i mercati finanziari. I cambi riequilibrano un po’ i divari negli scenari: giu’ l’euro, su dollaro e valute dei Brics. Prezzi delle materie prime meno cari – conclude il Csc – ridanno parte del potere d’acquisto a consumatori e aziende”.