Crisi. Consumi giù anche al ristorante. Meno cene più colazioni fuori

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 febbraio 2015 10:56 | Ultimo aggiornamento: 5 febbraio 2015 10:56
Crisi. Consumi giù anche al ristorante. Meno cene più colazioni fuori

Crisi. Consumi giù anche al ristorante. Meno cene più colazioni fuori

ROMA – Crisi. Consumi giù anche al ristorante. Meno cene più colazioni fuori. “Visto che brutta aria, la gente non spende, i ristoranti sono vuoti“, si sente spesso dire. Quando invece qualcuno non salta su e afferma sicuro: “Ma quale crisi, i ristoranti sono pieni”. Si tratta ovviamente di opposte letture spannometriche, a naso.

Ma qual è allora la verità sui ristoranti? Come su tutti i consumi il peso della congiuntura si è fatto sentire: negli ultimi 3 anni la spesa per i pasti fuori casa è diminuita di 2 miliardi di euro. Tuttavia è aumentato il numero di catene del comparto food: i piccoli, frastornati dalla crisi chiudono lasciando libere quote di mercato disponibili per i grandi che si organizzano.

La crisi ha modificato un po’ le abitudini degli italiani. Se la spesa per i pranzi non subisce praticamente variazioni, il calo di attività si concentra nel pomeriggio-sera e nei week-end: gli italiani hanno sacrificato il pasto conviviale, l’uscita serale per cena. In controtendenza, sono aumentate le colazioni al bar.

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Secondo i dati di Npd Group, la spesa per consumi fuori casa ha perso 2 miliardi in un triennio. Nel 2014 è calata del 2% a 59,25 miliardi mentre l’anno prima ha ceduto il 2,4% a 60,5 miliardi; in retromarcia anche le visite dei clienti: -1,8% nel 2014 a circa 15 miliardi e -2,2% l’anno precedente a 15,6 miliardi.

«Il calo oramai tende ad appiattirsi – sostiene Matteo Figura, direttore del foodservice di Npd Italia -. Siamo vicini allo zoccolo duro, oltre il quale non è possibile andare o rinunciare a un bene».
«Sono quattro anni che il mercato perde il 2% – conferma Roberto Masi, ad di McDonald’s Italia – e alla fine ha perso l’8% del suo valore. Non sarà facile nel 2015 superare la crisi: già il mese di gennaio ha toccato gli stessi livelli del passato. Una cosa del genere non si vedeva dal dopoguerra». (Emanuele Scarci, Il Sole 24 Ore)