Crisi, da Philips ad Axa, le multinazionali tagliano i posti

Pubblicato il 17 ottobre 2011 19:09 | Ultimo aggiornamento: 17 ottobre 2011 19:09

ROMA, 17 OTT – Royal Philips Eletronic, il gigante olandese dell'elettronica, ha annunciato oggi un piano di tagli di 4.500 effettivi entro il 2014 nel quadro di una riduzione dei costi di 800 milioni di euro. ''La perdita di 4.500 posti di lavoro e' spiacevole ma inevitabile per migliorare il nostro modello operativo e per essere piu' agili, leggeri e competitivi'' ha detto l'amministratore delegato Frans van Houten precisando che 1.400 posti saranno tagliati in Olanda.

Sempre oggi, secondo il Financial Times Deutschland, il gruppo assicurativo francese Axa intende tagliare, entro il 2015, circa 1.500 posti di lavoro sui 9.000 effettivi, cioe' uno su sei. Un portavoce del gruppo, a Colonia, non ha voluto commentare la notizia. Secondo Ftd la riduzione dei posti di lavoro fa parte di un piano col quale il numero uno della filiale tedesca del gruppo francese, Frank Keuper, intende ridurre le spese del 20% (220 milioni di euro).

I tagli decisi da Philips e Axa sono solo l'ultimo aggiornamento di un bollettino dove la perdita di posti di lavoro rappresenta il prezzo pagato dai grandi gruppi per far fronte all'inasprirsi della crisi del mondo industrializzato. Dal settore bancario (questa estate i 50 maggiori gruppi del mondo hanno deciso di tagliare di 60.000 posti) alla telefonia (a fine settembre Nokia ha annunciati tagli per 3.500 posti) dall'industria pesante (Agustawestland ha annunciato all'inizio di ottobre il taglio di 375 dipendenti) all'industria della difesa (3.000 posti tagliati dal gruppo Bae System) fino alla televisione (la Bbc tagliera' 2.000 posti entro il 2017).

Tagliando 3.500 posti Philips prevede di recuperare 400 milioni di euro entro il 2014. Determinante nella decisione le perdite della divisione televisori, specializzata nelle produzioni di schermi al plasma, che ha perso dal 2007 quasi un miliardo di euro e di cui il gruppo olandese punta a disfarsi.

Ma oggi, con l'annuncio dei dati trimestrali e dei tagli al personale, van Houten ha fatto capire che la cessione della divisione televisori al gruppo di Hong Kong Tpv potrebbe non andare a buon fine e, in questo caso, si stanno valutando delle alternative.

Nonostante il crollo dell'85% dell'utile netto nel terzo trimestre, passato dai 524 euro dell'anno precedente a 76 milioni di euro e il calo dell'Ebita, passata da 647 a 368 milioni di euro, il gruppo ha confermato gli obiettivi fissati per il 2013 con una crescita del fatturato compresa fra il 4 e il 6% e un' Ebita in crescita fra il 10 e il 12%.

Come sempre avviene, l'annuncio dei tagli ha contribuito a dare gas al titolo che sulla borsa di Amsterdam a fine mattinata guadagnava il 2,4%.