Crisi economica: è l’Asia che guida la ripresa globale

Pubblicato il 29 Ottobre 2009 12:15 | Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre 2009 13:19

asiaIl dragone cinese, da che veniva additato invariabilmente come lo spauracchio dell’occidente, sta assurgendo al ruolo di salvatore delle nostre economie. Non è più il concorrente sleale che avvelenava i mercati con prodotti a basso costo, ma è diventato addirittura il motore insostituibile della ripresa su larga scala dei consumi.

L’economia asiatica “si sta riprendendo velocemente” dai minimi toccati durante la crisi globale e, dopo aver subito un tracollo in alcuni casi più pesante di quello di Paesi all’epicentro della crisi, “sta guidando il mondo intero al di fuori dalla crisi”.

Il Sole 24 Ore riporta il giudizio del Fondo monetario internazionale (Fmi) che, nel suo ultimo rapporto regionale economico sull’area dell’Asia e del Pacifico, sottolinea che la ripresa, tuttavia, porterà questa regione in un “nuovo mondo”: nel lungo termine la capacità di crescere delle economie asiatiche dipenderà da una serie di riforme strutturali per dare più peso ai motori interni di crescita.

I germogli di ripresa emersi in tutta la congiuntura globale “sembrano più radicati in Asia che in altre parti del mondo” e per questo l’Fmi ha nettamente riveduto al rialzo le stime di crescita per la regione e per le sue principali economie, Cina e India, nel 2009 e nel 2010.

Come si legge nell’ultimo rapporto economico regionale su Asia e Pacifico, l’Asia nel suo complesso crescerà quest’anno del 2,8% (+1,6% rispetto alle stime di maggio) e del 5,8% nel 2010 (+1,5%) dopo il +5,1% del 2008. Per la Cina la crescita per il 2009 è stata riveduta al rialzo dal 6,5% previsto in maggio all’8,5% e da +7,5% a +9% per il 2010, la stessa percentuale di crescita registrata nel 2008.

Per l’India le stime sono state innalzate dello 0,8% per entrambi gli anni a +5,4% per il 2009 e +8,4% per il 2010 (+7,3% nel 2008). Per il Giappone la stima di recessione è stata migliorata per quest’anno di 0,8 punti percentuali a -5,4% e quella per il 2010 è stata portata a +1,7% contro il +0,5% previsto in maggio (-0,7% nel 2008).