Crisi economica, Draghi cauto: “Ripresa fragile e disomogenea”

Pubblicato il 17 Marzo 2010 9:52 | Ultimo aggiornamento: 17 Marzo 2010 10:21

Mario Draghi

Gli effetti della crisi economica si fanno ancora sentire e secondo Mario Draghi «la ripresa è disomogenea, debole in Europa, ancora fragile ovunque». Il governatore di Bankitalia è intervenuto davanti al Parlamento europeo.

Nel suo intervento, Draghi ha aggiunto che «quasi tutte le banche sono sulla via di risolvere i problemi di finanziamento, ma i loro bilanci sono ancora esposti a elementi di fragilità legate soprattutto allo stato della ripresa economica».

Nel mettere a punto le nuove regole sui requisiti di capitale delle banche «bisogna avere un tempo di transizione adeguato per non danneggiare la ripresa».

Per Draghi però «non dobbiamo permettere che le attuali situazioni di difficoltà incidano sulla definizione dei nuovi standard». Draghi, che presiede anche il Financial Stability Board (Fsb), ha parlato di «resistenze» verso le nuove regole e si è soffermato sul lavoro che sta svolgendo l’Fsb, soprattutto in riferimento al principio del “too big to fail” (banche “troppo grandi per fallire”): «Il costo del fallimento potenziale di queste banche ricadrebbe su tutti, perché queste istituzioni sanno di essere troppo grandi per fallire e prendono più rischi, perché sanno che i governi non le abbandoneranno. Ecco perché i governi devono intervenire» per risolvere tale problema.

«Le condizioni sui mercati finanziari internazionali – ha detto Draghi – sono considerevolmente migliorate nel corso degli ultimi dodici mesi. Le banche stanno di nuovo aumentando i finanziamenti, gli asset deteriorati sono diminuiti. Nonostante ciò – ha proseguito – elementi di fragilità sono ancora presenti in molte parti del sistema finanziario e i rischi, principalmente legati al deterioramento della qualità del credito, sono ancora significativi».

Per questo, ha aggiunto il governatore di Bankitalia, «é essenziale che noi possiamo contare, negli anni a venire, su una piena ripresa della capacità del settore bancario di svolgere il suo ruolo essenziale nell’economia».

«Abbiamo fatto molta strada dall’inizio della crisi per rafforzare il sistema finanziario – ha continuato Draghi – ma abbiamo ancora un duro lavoro da fare davanti a noi».

Draghi ha sottolineato la necessità di «riforme per regolare e rendere più trasparente una parte sostanziale dei mercati dei derivati», riducendo il loro obiettivo di agire come canali di contagio.

Draghi ha poi spiegato che per portare a termine le riforme volte a creare una nuova architettura finanziaria «abbiamo molta strada ancora da fare. Ma il 2010 sarà un anno cruciale».

«E riforme coordinate a livello internazionale – ha aggiunto – non possono essere concordate ne attuate senza il sostegno di tutti i leader politici nazionali e di quelli che sono nella posizione per prendere le decisioni finali».