Crisi in Irlanda, è allarme sopravvivenza per l’Europa per il rischio contagio

Pubblicato il 16 Novembre 2010 11:12 | Ultimo aggiornamento: 16 Novembre 2010 11:21

L’Unione europea non “sopravviverà se i problemi del debito di alcuni Paesi non saranno risolti”: a lanciare l’allarme è lo stesso presidente della Ue Herman Van Rompuy. “Siamo di fronte a una crisi per la nostra sopravvivenza”, ha detto durante un discorso a Bruxelles. “Dobbiamo lavorare tutti insieme per permettere alla zona euro di sopravvivere. Infatti, se l’euro non sopravvive, neanche l’Unione europea sopravvive” Ma ha aggiunto: “Ho fiducia che supereremo questo momento”.

L’intervento di Herman Van Rompuy arriva mentre la zona euro attraversa una nuova fase di turbolenza a causa delle preoccupazioni circa la situazione di Irlanda, ma anche Portogallo, Grecia e Spagna, Paesi che registrano un deficit molto elevato.

La nuova crisi dei debiti sovrani si è scatenata dopo le dichiarazioni tedesche sulla necessità di far pagare agli investitori parte del salvataggio dei Paesi più indebitati sta mettendo di nuovo in difficoltà l’area euro, nonostante le successive smentite e correzioni di tiro venute dai ministri finanziari riuniti a Seul.

In Irlanda le banche in 10 mesi hanno fatto fuori quasi metà dei profitti. Ma a preoccupare di più i sedici ministri economici e finanziari dell’eurozona riuniti oggi a Bruxelles, e il giorno dopo i 27 dell’Ecofin, è la possibilità di un contagio.

Soprattutto corrono questo pericolo Portogallo e Spagna. Il ministro portoghese delle Finanze, Fernando Teixera dos Santos, intervistato dal Financial Times ha avvertito che anche per il suo Paese c’è un “alto rischio” di dover chiedere l’assistenza finanziaria di altri Stato. “E’ un problema che tocca Grecia, Irlanda e Portogallo, così come l’Eurozona e la sua stabilità, e questo rende più probabile un contagio, dal momento che anche se le situazioni sono molto differenti i mercati hanno le stesse preoccupazioni”.

La stessa Irlanda assicura di aver rifiutato il salvataggio offerto dal Fondo europeo di stabilità (750 miliardi messi da parte mesi fa da Ue e Fondo monetario internazionale), nonostante le pressioni europee.Il Paese avrebbe bisogno di almeno cinquanta miliardi per correrer in aiuto del proprio sistema bancario. Ma il Fondo può intervenire per salvare governi, e non banche. Una possibilità sarebbe quella di dare i soldi allo Stato che a sua volta li passerebbe alle banche, come successo in Grecia con i dieci miliardi ricevuti da Bruxelles. Ma per il momento Dublino nicchia.  E la paura di contagio si espande.

Ieri, 15 novembre, intanto è scaduto il tempo utile per l’approvazione dlela Finanziaria 2011 senza un accordo tra Consiglio e Parlamento europeo. Gran Bretagna e Olanda hanno detto no ai tre punti fondamentali per il Parlamento (flessibilità sui bilanci 2012 e 2013, risorse proprie, quadro pluriennale), con la possibile conseguenza che a febbraio manchino sei miliardi per la politica agricola, oltre ai fondi per il servizio diplomatico e per le autorità di governance economica.