Usa temono che crisi europea freni ancor più la loro anemica economia

Pubblicato il 24 luglio 2012 11:36 | Ultimo aggiornamento: 24 luglio 2012 11:36

WASHINGTON, STATI UNITI -La crisi europea preoccupa sempre piu’ gli Stati Uniti. Il timore e’ che le difficolta’ europee frenino ulteriormente l’anemica economia americana che, gia’ alle prese con i problemi di bilancio, potrebbe scivolare in una nuova recessione. Ma a preoccupare e’ anche il rischio dell’ennesima ‘estate nera’, con un agosto di turbolenze sui mercati in seguito l’acuirsi dei problemi in Grecia e in Spagna, e con la Sicilia che rischia di essere la ”Grecia d’Italia”, come afferma il New York Times.

La fuga dal rischio Europa e’ evidente nel crollo dei rendimenti dei titoli di Stato americani, sempre piu’ considerati un paradiso sicuro. I rendimenti sui Treasury, in una giornata nera per le Borse e con gli spread di Italia e Spagna in aumento, aggiornano i minimi storici: i bond americani a 10 anni scendono a 1,409% dal precedente minimo di 1,437% dello scorso giugno. Per i Treasury a 30 anni i rendimenti calano al 2,490% dal record storico di 2,505% del dicembre 2008.

Uno specialista del Tesoro americano in finanza internazionale, Charles Collins, sara’ nelle prossime ore in Europa: da domani al 26 luglio sara’ in Grecia e in Italia, dove incontrera’ esponenti dei rispettivi governi e del settore privato. Il Tesoro statunitense inquadra la visita nell’ambito degli ”impegni bilaterali”, ma la tempistica non potrebbe essere migliore per fotografare un quadro preciso della situazione dell’Europa. Atene dovrebbe essere domani la prima tappa: Collins arriverebbe cosi’ in coincidenza dell’avvio della missione del Fondo Monetario Internazionale (Fmi).

Non tutti pero’ sono contro il Vecchio Continente. L’hedge fund Avenue Capital ha raccolto 3 miliardi di dollari da investire nei Paesi europei in difficolta’. ”Non e’ una scommessa a 3-6 mesi, e’ una scommessa a tre-cinque anni”, afferma Marc Larsy dell’Avenue Capital, popolare per essere uomo in controtendenza. Lo e’ con il suo sostegno al presidente Barack Obama mentre Wall Street gli gira le spalle, e lo e’ anche negli investimenti.

Con l’aggravarsi della crisi l’attenzione e’ tutta sulle banche centrali: nell’estate 2011 la Bce aveva allentato le tensioni acquistando titoli di Stato e poi, successivamente, aveva varato la Long Term Financing Operation. Ora molti analisti si interrogano sulle prossime mosse d’agosto del presidente Mario Draghi. Sotto i riflettori anche il presidente della Fed Ben Bernanke, dal quale il mercato si attende nuovi aiuti se non all’inizio d’agosto almeno alla fine del prossimo mese, con indicazioni chiare sulle future mosse da Jackson Hole, dove si tiene l’annuale simposio della Fed di Kansas City al quale partecipano i maggiori banchieri centrali al mondo.

Bernanke non si e’ sbilanciato di recente su nuovi aiuti, limitandosi a dire che la Fed interverra’ se necessario. Secondo gli osservatori, Bernanke e’ in attesa di ulteriori indicazioni sull’economia prima di decidere se avviare un nuovo round di allentamento monetario. La domanda alla quale – secondo alcuni osservatori – Bernanke sta cercando una risposta e’ relativa alla soglia di acquisti di Stato oltre la quale non ci si puo’ spingere.