Crisi in Grecia, il 2011 sarà l’anno dell’austerity: presentata la Finanziaria

Pubblicato il 4 Ottobre 2010 20:09 | Ultimo aggiornamento: 4 Ottobre 2010 20:33

La crisi in Grecia è tutt’altro che finita: per questo il governo ha annunciato che accelererà il risanamento delle finanze pubbliche riducendo il deficit nel 2010 e nel 2011 più di quanto concordato con Ue e Fmi.

Si tratta di un piano ambizioso che per la prima volta farà intravedere la luce in fondo al tunnel della crisi e  sarà fondato su una nuova manovra senza tagli a salari e pensioni, ma con un’ulteriore stretta fiscale in mezzo a una dura recessione e a un’esplosiva disoccupazione.

La bozza della Finanziaria 2011, presentata in Parlamento, prevede che nel 2010 il deficit sul Pil scenda dal 13,6% del 2009 al 7,8% (invece del previsto 8,1%) e nel 2011 al 7% (invece del 7,6%). L’enorme debito pubblico continuerà a crescere ma meno del temuto, e a fine 2011 passera’ al 142,2% del Pil invece del 145,1% indicato nel Memorandum con Ue-Fmi.

”Il nostro scopo è quello di uscire dal tunnel della crisi il più presto possibile”, ha detto il premier Giorgio Papandreou in concomitanza con la presentazione della bozza della Finanziaria che coincide con l’anniversario del primo difficile anno di governo sotto l’egida dell’austerity e di sette scioperi generali.

Il ministro delle Finanze, Giorgio Papaconstantinou, ha spiegato che i nuovi obiettivi, pur severi, fanno emergere finalmente ”prospettive positive” puntando ad anticipare la ripresa al 2012, per battere una recessione oggi intorno al 4%, che ha fatto esplodere una disoccupazione che toccherà quest’anno l’11,6% e continuerà a galoppare fino al 15% nel 2012. L’inflazione è al 4,6% ma la previsione parla di un dimezzamento nel 2011.

Papaconstantinou ha assicurato che non vi saranno altri tagli ai redditi dei lavoratori e pensionati, già duramente colpiti dalla crisi, e che anzi appena possibile si cercherà di migliorare le condizioni delle fasce più deboli della popolazione.

Ma la Finanziaria, le cui misure per raggiungere i risultati annunciati non sono ancora note nel dettaglio, prevede una nuova austerity sotto forma di ulteriori tagli agli investimenti e alle spese pubbliche, grazie anche alla riduzione del bilancio della difesa e ad una riforma della amministrazione, e nuovi gettiti grazie alla lotta all’evasione ma anche ad aumenti dell’Iva che dall’attuale 11% passerà al 13% e in alcuni casi al 23%.

Inoltre è previsto l’allargamento della base fiscale, una nuova imposta una tantum sui profitti delle imprese e una riforma della busta paga degli statali che oggi ha spinto il sindacato dei dipendenti pubblici Adedy a confermare uno sciopero per il 7 ottobre. L

‘accelerazione del risanamento, condita di promesse su un inizio della ripresa già nel 2012, appare il frutto di una difficile ricerca dell’equilibrio fra logica economica, per andare incontro alle dure esigenze dei mercati ed evitare una ristrutturazione del debito, e politica a poco più di un mese da elezioni locali viste da tutti come un referendum sull’austerity.

E per il premier si tratta di una vera e propria scommessa di fronte a sondaggi che, se mostrano che i Greci mantengono la fiducia in lui, rivelano però una parziale evaporazione del consenso. E di fronte ad un forte ridimensionamento dell’ex partito di governo Nuova Democrazia (ND, centrodestra), l’unica formazione politica che cresce è quel Partito comunista (Kke) che guida le proteste contro l’austerity.