Crisi Grecia, “l’accordo sugli aiuti entro domenica”. Proteste ad Atene contro le misure del governo

Pubblicato il 30 Aprile 2010 9:39 | Ultimo aggiornamento: 30 Aprile 2010 14:01

L’accordo tra Fondo monetario europeo, Commissione Ue e Bce sulle misure di austerità necessarie per sbloccare l’aiuto di Eurozona e Fmi è «molto vicino» e sarà annunciato «entro domenica». 2 maggio. La crisi greca va dunque verso una soluzione positiva.

“I negoziati stanno proseguendo, ma siamo molto vicini ad un accordo” assicurano fonti governative. Una settimana fa Atene ha chiesto a Ue e Fmi di attivare un piano di salvataggio da 45 miliardi di euro, valevole per quest’anno, per far fronte alle scadenze sul debito greco del 19 maggio.

In cambio dell’attivazione del piano Ue e Fmi hanno chiesto ad Atene misure aggiuntive per tagliare il deficit del 10% del Pil entro il 2011.

Riunione dei ministri delle finanze Ue. I ministri delle Finanze dell’Eurogruppo si riuniranno domenica a Bruxelles per discutere della crisi della Grecia, fa sapere il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner.

Il presidente della Commissione Ue, Jose Manuel Barroso, si è detto intanto contrario all’introduzione nei trattati europei della possibilità di escludere un Paese dall’Eurozona. «I trattati europei non prevedono questa possibilità e sarebbe un errore introdurla». Ha indicato Barroso.

La Grecia “prenderà tutte le misure necessarie” per rimettere ordine nelle sue finanze ha ribadito il presidente della Commissione Europea in una conferenza stampa a Pechino. Barroso, che domani incontrerà il presidente cinese Hu Jintao all’ inaugurazione dell’ Expo Universale di Shanghai, ha aggiunto che Atene “ha fatto dei grandi progressi verso la messa a punto di una serie di misure di riequilibrio e di riassestamento”. Secondo Barroso la crisi greca non ha fatto perdere alla Cina la fiducia nell’ Ue e nell’ euro.

I rapporti Ue-Cina. “La Cina – ha detto il presidente che ieri ha incontrato a Pechino il premier Wen Jiabao – conosce e rispetta l’ Ue, con la quale ha relazioni fin da quando era composta da nove membri”.

“Siamo tutti interdipendenti”. “Il caso della Grecia – ha proseguito – dimostra come oggi tutti siamo interdipendenti e come sia necessario superare gli squilibri nella crescita”. Il presidente della Commissione non ha voluto fare previsioni su possibili problemi nel futuro per Portogallo, Spagna ed Italia. “Lascio le speculazioni agli speculatori”, ha detto, aggiungendo che la crisi greca indica anche l’ urgenza di “un rafforzamento del coordinamento delle politiche economiche” dei membri dell’ Unione. “Su questo punto presenteremo presto delle proposte”, ha aggiunto.

Barroso ha affermato di aver discusso con i suoi interlocutori cinesi il problema delle valute. “Ho cercato di chiarire che noi non facciamo pressioni (per la rivalutazione dello yuan cinese), anche a noi piace subire pressioni”. “Ma oggi commercio, finanza, monete ed investimenti sono collegati e dobbiamo discutere di tutto in uno spirito di collaborazione”. “Penso – ha concluso – che il messaggio sia stato recepito”.

“Fiducioso nella conclusione veloce dei negoziati”. “Sono fiducioso che i negoziati saranno conclusi presto, cioe’ nei prossimi giorni”. Lo ha detto il presidente della commissione Ue, Jose Manuel Barroso in trasferta in Cina, riferendosi alla trattativa per sbloccare gli aiuti ad Atene. “Le autorita’ greche – aggiunge – hanno detto chiaramente che prenderanno tutte le misure necessarie per correggere gli squilibri di bilancio”. Le soluzioni che verranno adottate, dice ancora Barroso, “eviteranno ulteriori possibili effetti di contagio”. “Non ho dubbi – conclude – che supereremo le attuali difficolta’ che stiamo sperimentando in Grecia, dovute anche alla situazione di bilancio di alcuni paesi membri”.

Papandreou: “La cosa importante è la sopravvivenza del Paese”. Il premier greco, George Papandreou fa sapere che la “linea rossa” che sta di fronte alla Grecia nella trattativa con Ue e Fmi per tagliare il debito e’ quella della sopravvivenza del suo paese. “Oggi – dice il premier in Parlamento – la cosa piu’ importante e’ la sopravvivenza della nazione, questa e’ la nostra linea rossa”. Papandreou spiega ai parlamentari che il negoziato per ridurre il deficit e’ alla stretta finale. “Le misure che dobbiamo prendere – dice – le misure economiche, sono necessarie per la protezione del paese, per tornare a tenerci dritti sulle nostre gambe”. “E’ una responsabilita’ patriottica che dobbiamo intraprendere, senza pensare ai costi politici”.

Tagli per 24 miliardi di euro. Secondo il Financial Times il piano di austerità prevede tagli per 24 miliardi di euro. Tra le misure contenute nel piano c’è l’aumento di due punti dell’Iva dall’attuale 21%, un rialzo del 10% delle tasse su carburanti, alcol e tabacco, il taglio di tredicesima e quattordicesima per gli statali e per i pensionati piu’ ricchi, il congelamento dei salari dei dipendenti privati. Il piano arriverà in cambio degli aiuti di Ue/Fmi, che verranno concessi e scaglioni mensili, sulla base di una supervisione attentissima. Ue e Fmi stanno preparando un piano di aiuti triennale da 120 miliardi di euro.

Banca Europea degli investimenti: 2 miliardi in più sul prestito programmato. La Banca europea degli investimenti (Bei) aumenterà a oltre 2 miliardi di euro il prestito 2010 già programmato per la Grecia. Lo ha detto il presidente della Bei, Philippe Maystadt in una intervista rilasciata ad Atene e citata dall’agenzia Bloomberg. Maystadt ha dichiarato che quest’anno il prestito sarà incrementato di almeno il 18% dagli 1,7 miliardi del 2009, spiegando che “quest’anno faremo di più per sostenere l’economia greca” anche se è ancora presto per dire quale sarà l’ammontare esatto del prestito.

Proteste ad Atene contro le misure del governo. Non si arresta nel frattempo la protesta di Atene proprio contro le misure anti-crisi decise dal governo. Giovedì la polizia greca ha sparato gas lacrimogeni contro alcune centinaia di dimostranti che manifestavano nella capitale davanti al ministero delle finanze proprio contro la politica di “Austerity” messa in atto del governo Papandreou per uscire dalla crisi e ottenere gli aiuti dall’Ue e dal Fmi. I manifestanti, per lo più militanti e simpatizzanti dell’opposizione di sinistra, avevano cartelli con slogan contro il Fondo monetario internazionale.

Le borse e l’euro sopra 1,32 dollari. Intanto, sui mercati del Vecchio Continente l’euro apre sopra 1,32 dollari, in attesa degli sviluppi del negoziato sugli aiuti alla Grecia. La moneta europea passa di mano a 1,3267 dollari. Euro/yen a 124,72 e dollaro/yen a 94,02. Sul fronte borsistico c’è stato oggi il timido avvio dei listini europei sollevati dagli imminenti aiuti all’economia greca ma cauti in attesa del dato sul Pil Usa del primo trimestre che sarà diffuso nel pomeriggio. In calo Parigi (-0,3%), Londra cede uno 0,09%, mentre Francoforte e Milano salgono rispettivamente dello 0,25% e dello 0,32% nel Ftse Mib.