Crisi Grecia, Roma aiuta Atene e critica Berlino: Italia prima a intervenire

Pubblicato il 3 Maggio 2010 21:40 | Ultimo aggiornamento: 3 Maggio 2010 21:43

L’Italia prima incasa i ringraziamenti della Grecia e poi rimprovera la Germania. Roma si è mossa subito per aiutare Atene e  il premier Berlusconi ha ricevuto le belle parole del suo omologo greco George Papandreou per l’appoggio assicurato: “L’Italia è stata la prima in Europa a sostenere un intervento” per salvare il Paese in crisi.

Berlino però si è mossa troppo tardi sugli aiuti, spiegano dall’aula mappamondo della Camera. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e i ministri degli Esteri Franco Frattini e delle politiche europee Andrea Ronchi, intervengono alla giornata di studio sui rapporti tra Italia e Unione europea. E parlano dell’ “importante” decisione presa ieri dall’eurogruppo in favore della Grecia. “Importante, ma tardiva”, sottolineano. Gli aiuti alla Grecia sono arrivati con “grave” ritardo, assicura Letta, perché non tutti i paesi hanno capito che si trattava di “salvare l’euro” e non un paese in particolare.

“E’ un elemento importante – spiega – che non tutti hanno capito subito, alcuni paesi hanno fatto fatica e la decisione è stata presa con grave ritardo. Ritardo nel quale l’Italia non ha alcuna responsabilità “. Ma le critiche a Berlino arrivano prima da Frattini e poi da Ronchi. “L’Italia – spiega il titolare della Farnesina – è stata tra i primi paesi a sostenere che era necessario intervenire subito in aiuto della Grecia: abbiamo rispettato la prudenza di un grande paese come la Germania, le abbiamo dato tempo per riflettere, ma in questo periodo i danni sono aumentati perché gli speculatori internazionali hanno lavorato e da una debolezza iniziale si è passati a una vera e propria situazione di insostenibilità “.

Il risultato, assicura il ministro è che il Governo greco è stato costretto a prendere decisioni “ammirevoli ma dolorose” che “peseranno sulla sua popolazione”. E che l’entità degli aiuti è più che raddoppiata: “se per evitare il danno si parlava inizialmente di 50 miliardi di euro – spiega – solo dieci giorni dopo abbiamo deciso per 110 miliardi”. Ronchi poi chiede al collega di governo se sia più corretto chiamare “riflessione o egoismo” il ritardo provocato dalla Germania.

“Troppo spesso – ha infatti sottolineato il ministro – gli egoismi dell’Europa fanno perdere tempo prezioso e questo è accaduto con la crisi greca, ma anche sul tema dell’immigrazione, dove l’Europa ci ha lasciato soli nonostante i nostri continui appelli”. Per aiutare la Grecia, in sostanza, l’Italia sarà pronta a intervenire sin dal primo momento. Ma il sostegno ad Atene richiederà un intervento delle banche nazionali? “Questa – ha detto Frattini – è una decisione che valuteranno Tremonti e Berlusconi”.