Crisi: i negoziati tra Ecofin e Irlanda a buon punto

Pubblicato il 27 Novembre 2010 19:07 | Ultimo aggiornamento: 27 Novembre 2010 21:35

Il negoziato con l’Irlanda sulle condizioni alle quali concedere gli aiuti Ue-Fmi – si continua a parlare di 85 miliardi di euro – e’ quasi chiuso e domani l’intesa, salvo colpi di scena, ricevera’ il via libera dei ministri delle Finanze Ue in tempo utile prima della riapertura dei mercati. Queste le indicazioni raccolte a Bruxelles tra gli addetti ai lavori a poche ore dalle riunioni dell’Eurogruppo prima e dell’Ecofin poi che non e’ ancora chiaro se si svolgeranno ‘fisicamente’ a Bruxelles o per teleconferenza, come previsto in un primo momento. Il formato dell’incontro e’ stato al centro di un piccolo giallo dopo l’annuncio, giunto questa mattina da Parigi, della richiesta del ministro delle Finanze francese, Christine Lagarde, di ‘vedersi’ domenica con i suoi colleghi nella capitale belga. Con il passare delle ore, pero’, l’attesa convocazione dei ministri a Bruxelles non e’ stata formalizzata e tanto meno sono giunti riscontri in questo senso da altre capitali europee.

Al momento la previsione piu’ accreditata resta quindi quella di una teleconferenza fissata per la meta’ pomeriggio di domani. In base alle informazioni finora raccolte, oltre ai Paesi dell’Eurozona, in soccorso dell’Irlanda sono pronti a scendere in campo anche la Gran Bretagna – che nei confronti della banche irlandesi ha un’esposizione molto elevata – la Svezia e la Danimarca. Tra le condizioni fino all’ultimo al centro del negoziato, la sostenibilita’ del debito irlandese e la tempistica per la sua riduzione. In questo contesto si inquadra anche il tasso d’interesse che dovrebbe essere applicato al prestito Ue-Fmi. La televisione pubblica irlandese RTE ha indicato che Dublino potrebbe essere costretta ad accettare un tasso del 6,7% (contro il 5,2% applicato alla Grecia solo qualche mese fa). Ma il ministro per le comunicazioni di Dublino, Eamon Ryan ha giudicato ”imprecisa” questa stima. Altre fonti prevedono che al termine del negoziato il tasso potrebbe essere fissato a un livello piu’ vicino al 6%.