Crisi, il New York Times: “Tra i “Pigs”, il salvataggio della Spagna è il più pericoloso per l’euro”

Pubblicato il 25 Novembre 2010 8:07 | Ultimo aggiornamento: 25 Novembre 2010 9:49

Il premier spagnolo Josè Luis Zapatero

L’area euro è sopravvissuta al salvataggio della Grecia, la richiesta di aiuti da parte dell’Irlanda può essere facilmente assorbita. E anche se il Portogallo dovesse divenire il terzo Paese a chiedere aiuto, la situazione sarebbe ancora gestibile. Lo scrive il New York Times, che però aggiunge: ”Ma ogni eventuale richiesta di salvataggio da parte della Spagna – che ha un’economia che è due volte quella di Grecia, Irlanda e Portogallo insieme – metterebbe in serio pericolo il progetto della moneta unica”.

”L’Europa può permettersi il collasso dell’Irlanda, forse anche quello del Portogallo, ma non quello della Spagna. L’ultima linea di difesa della Spagna è nella consapevolezza di essere troppo grande per fallire (‘too big to fail’) e questo rappresenta un rischio sistemico per l’euro” osserva Pablo Vazquez, economista di Fundacion de Estudios de Economia Aplicada, un istituto di ricerca spagnolo.

”Se gli investitori si attendono che la Spagna avrà prima o poi problemi nel rifinanziare il proprio debito, allora la Spagna incontrerà delle difficoltà” mette in evidenza Jordi Galì, direttore del Center for Research in International Economics presso l’università Pompeu Fabra, precisando come questo ”è aggravato dalla riluttanza degli investitori ad acquistare il debito pubblico del Paese. Riluttanza che porta a un aumento degli interessi da pagare per Madrid e quindi a un aumento del deficit di bilancio e dell’ammontare del debito da emettere”.

Le possibilità che la Spagna entri in un tale circolo vizioso potrebbero aumentare il prossimo anno, quando Madrid dovrà rimborsare 192 miliardi di euro, o un quinto del debito totale che verrà a maturazione nel 2041.

Il nervosismo degli investitori sulla Spagna arriva proprio mentre il Paese sta cercando di gestire il deficit, che lo scorso anno ha toccato l’11,1% del pil. Secondo Ralph Solveen di Commerzbank, un salvataggio della Spagna appare improbabile in quanto ”il Paese è fra le economie periferiche europee in termini di consolidamento del debito”.

Il Portogallo, invece, è un’altra storia: per 34 dei 50 economisti interpellati da Reuters, Lisbona avrà bisogno di aiuti esterni. Le vicende portoghesi avranno un maggiore impatto sulla Spagna di quelle greche o irlandesi, in quanto la Spagna è il maggior partner commerciale e il maggior creditore estero del Portogallo. Le banche spagnole hanno 78 miliardi di euro di debito del Portogallo, contro i 14 miliardi di quello irlandese e degli 870 milioni di quello greco.

Una delle armi più forti della Spagna per difendersi dal rischio contagio sta nel fatto che alle banche spagnole fanno capo 203,3 miliardi di dollari di debito della Spagna stessa. ”La maggiore sfida per le banche spagnole è quella di gestire – osserva il New York Times – la loro problematica esposizione al mercato immobiliare e al collasso del settore delle costruzioni iberico”.

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