Crisi, Russia/ Dopo gravi disordini, Putin umilia pubblicamente l’oligarca Deripaska che non pagava i suoi operai

Pubblicato il 5 giugno 2009 12:56 | Ultimo aggiornamento: 5 giugno 2009 13:09

La produzione industriale russa si è praticamente fermata a causa della crisi e l’economia, dopo 10 anni di crescita ininterrotta, quest’anno si contrarrà dell’8 per cento. Così, il primo ministro Vladimir Putin ha voluto dare un esempio per dimostrare ai russi la sua preoccupazione, a quanto scrive il Daily Telegraph. Il capro espiatorio è stato l’oligarca Oleg Deripaska, che ha costruito la sua fortuna sull’alluminio, il cemento ed altro.

Gli abitanti di Pikalevo, dove sono localizzate fabbriche di Deripaska, sono insorti nei giorni scorsi dando origine ai più gravi disordini registrati in Russia dall’inizio della crisi. La loro rabbia è esplosa a causa dei licenziamenti dalle fabbriche e di stipendi non pagati, e per protesta hanno bloccato una strada principale creando un ingorgo di macchine lungo 500 km.

Preoccupato che i disordini di Pikalevo possano estendersi ad altre città colpite dalla crisi, Putin ha fatto visita a Deripaska nella città  umiliandolo davanti ai cittadini. Durante la visita ad un cementificio, Putin ha chiesto all’oligarca dall’aria contrita: ”Perchè questa sua fabbrica è in stato di abbandono? L’avete trasformata in un deposito di spazzatura. Perchè tutti le giravano intorno come scarafaggi prima del mio arrivo? Perchè nessuno è capace di prendere decisioni?”

Putin ha poi ordinato a Deripaska di pagare entro la fine della giornata tutti gli stipendi arretrati, l’equivalente di 830 mila euro. Deripaska è stato fino all’anno scorso uno degli uomini più ricchi della Russia. Ma la crisi lo ha stroncato e il suo patrimonio è sprofondato da 17 a 2 miliardi di euro. E’ stato salvato dalla bancarotta dal Kremlino, soprattutto nel timore che i suoi asset potessero finire nelle mani di banche occidentali.

Il Kremlino sta facendo grandi sforzi per evitare disordini sociali durante la crisi, ed i fatti di Pikalevo, una città di 22 mila abitanti, ha finora rappresentato il rischio più grave che la rabbia popolare per la disoccupazione e la caduta degli standard di vita possano minacciare il mantenimento del potere da parte di Putin.