Crisi/ Segnali di schiarita. Meno tagli in Europa. I nuovi posti li dà l’ecologia

Pubblicato il 30 Luglio 2009 14:46 | Ultimo aggiornamento: 30 Luglio 2009 14:46

MI090608VAR_0078La disoccupazione cresce ancora in Europa, ma lo fa con meno virulenza. Sono pallidi segnali di schiarita nell’Europa della Crisi ma sono comunque segnali di convalescenza. Il tasso di disoccupazione cresce ancora ma lo fa meno rapidamente dei trimestri precedenti. Tra aprile e giugno il volume di tagli e ristrutturazioni, pur superando quelli delle assunzioni, si è quasi dimezzato passando da 220 mila a poco più di 125 mila.

Nel Regno Unito, nel trimestre precedente erano stati annunciati tagli per più di 63 mila posti. In questi ultimi tre mesi sono stati 22.942. In Polonia si è passati dai 39 mila dei primi mesi del 2009 agli 11.150 di aprile-giugno. In Germania da 15.559 posti a 17.461. Da noi la quota si è dimezzata, 5.256 invece di 10.799.

Le nazioni che sono state più colpite in questi tre mesi sono la Francia, 23.670 posti persi, e il Regno Unito, 22.942 unità. In Italia le imprese, tra aprile e giugno, hanno annunciato una riduzione di organici complessivamente pari a 5.256 unità.

È ancora lontano, ma si intravede, il tempo della ripresa e della crescita economica. Tra l’altro spiccano in questo momento gli annunci di  ristrutturazioni “illustri”. È il caso, per esempio, dell’Education Nationale in Francia per la quale il Ministero dell’Istruzione francese ha comunicato un piano di riduzione del personale che prevede il taglio di 16 mila insegnanti in tutto il paese.

Esistono anche settori che nella crisi non perdono posti, anzi li creano. Sono quelli del settore manifatturiero e dei  “green jobs”. Diverse aziende, come la francese Véolia Environnement e l’irlandese Electricity Supply Board, specializzate nel riciclaggio e nella tecnologia per le energie pulite, stanno in questi mesi espandendo i propri investimenti e creando nuovi posti di lavoro.