Crisi/ Tremonti biblico: scampata l’Apocalisse ma non è ancora Pasqua

Antonio Sansonetti
Pubblicato il 24 aprile 2009 16:01 | Ultimo aggiornamento: 24 aprile 2009 16:49

Le misure anti-crisi prese insieme dai governi occidentali «hanno scongiurato la paura dell’Apocalisse, ma questo non vuol dire che è subito Pasqua». Così il ministro dell’Economia Giulio Tremonti commenta con immagini bibliche l’attuale fase dei mercati mondiali, prima di entrare nel G7 dei ministri finanziari, che si tiene a Washington.

Prima di festeggiare l’uscita dalla recessione «c’è di mezzo la Quaresima. Quanto è lunga e in che termini dipende da tanti fattori che ormai agiscono sul piano globale», ha sottolineato Tremonti. Che ha ricordato le paure che c’erano fino a qualche mese fa: non si sapeva «se i mercati avrebbero riaperto il lunedì successivo. Le scelte dei governi, il vertice di Parigi, il ruolo fondamentale giocato dal presidente francese Sarkozy, ma anche dal presidente Berlusconi hanno permesso la riapertura dei mercati. I mercati hanno riaperto perchè sono scesi in campo i governi, governi che hanno continuato ad agire da soli a livello nazionale, collegialmente in Europa, e collettivamente in occasione dei due G20».

«Devo incontrare il signor capitalismo, il signor mercato, il signor mercato finanziario e il signor governo – ha detto ancora Tremonti – e dobbiamo verificare lo stato di salute di tutti questi signori. Un quadro clinico che viene fuori dai numeri, così come accade con il termometro per misurare la febbre. Però, quello che conta più dei numeri che ci verranno dati nei palazzi, sono le persone. I numeri – ha detto il ministro – sono un modo per agire, ma non sono il fine. Sono necessari ma è soprattutto essenziale la vita delle persone, come indica il caso dell’Abruzzo e del decreto di giovedì».