Crisi Ungheria, Draghi: “Nessun pericolo per le banche italiane”

Pubblicato il 5 Giugno 2010 10:46 | Ultimo aggiornamento: 5 Giugno 2010 12:16

Secondo il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, le banche italiane “non corrono rischi sistemici” dalla crisi ungherese. Draghi ha parlato ai giornalisti al termine della riunione del G20, che si tiene a Busan, nella Corea del sud.

Secondo Draghi, “le banche sono adeguatamente capitalizzate. Hanno un modello tradizionale di business e di gestione del rischio” che le mette al riparo. Il governatore ha poi citato fra i diversi fattori di forza anche “la supervisione”.

Tuttavia, secondo i dati della Bri (la banca dei regolamenti internazionali con sede a Basilea) aggiornati a fine dicembre 2009, le banche italiane sono le più esposte dopo quelle austriache e tedesche verso l’ Ungheria con circa 21 miliardi di euro. In particolare,  gli istituti di credito dell’Austria raggiungevano quota 30,8 miliardi mentre quelli della Germania erano pari a quota 25 miliardi. Il 92% dell’esposizione, pari circa 120 miliardi, è detenuta da banche europee.

Draghi poi ha spiegato che “l’Europa dovrebbe seguire la strada degli Stati Uniti che hanno pubblicato gli stress test effettuati sulle banche e premono affinché il Vecchio Continente faccia altrettanto. Pubblicare gli stress test da parte degli Usa “ha avuto molti benefici positivi per i mercati”.

 Nel comunicato finale viene spiegato che i Paesi del G20 apprezzano l’azione congiunta dell’Europa, della Bce e dell’Fmi per la difesa dell’euro, ma chiedono ai Paesi con problemi sui conti pubblici di 2accelerare il tasso di consolidamento”. La recente crisi ha mostrato “l’importanza di finanze pubbliche sostenibili e la necessità per i nostri Paesi di mettere in campo misure credibili e non ostili alla crescita, differenziate e per ogni Paese”.

Il G20 stringe sull’adozione di “forti misure per migliorare la trasparenza, la regolazione la supervisione di hedge fund, agenzie di rating, bonus e derivati non regolamentati. Ci si propone quindi di accelerare tale processo con la collaborazione dell’Fsb di Mario Draghi”.