Crisi, Usa/ Il Pil cala meno del previsto, segno che la recessione si sta attenuando

Pubblicato il 31 Luglio 2009 15:45 | Ultimo aggiornamento: 31 Luglio 2009 19:50

«I dati sul Pil americano mostrano che l’Amministrazione ha frenato la recessione e che l’economia si sta muovendo nella giusta direzione». Con queste parole barack Obama giudica positivamente gli ultimi dati dell’economia statunitense, anche se ricorda che il numero dei posti di lavoro persi è comunque troppo alto. Ottimista anche sugli incentivi alla rottamazione delle auto, il presidente Usa si dichiara ottimista per l’immediato futuro.

È stato il ministero del Commercio a rendere noto che nel secondo trimestre l’economia statunitense si è contratta solo dell’1 per cento, meno delle aspettative degli analisti e segno importante che la più lunga recessione dalla Seconda Guerra Mondiale sta finalmente allentando la sua presa, a quanto riferisce il Washington Post. Le anticipazioni prevedevano un calo dell’1,5 per cento.

Il modesto calo del Pil nel periodo compreso tra aprile e giugno giunge dopo che nei primi tre mesi dell’anno l’economia Usa è stata in caduta libera con una contrazione del 6,4 per cento, la peggiore da quasi 30 anni. Il calo dell’1 per cento del Pil è stato accolto con sollievo dagli analisti, i quali rilevano d’altra parte che esso è in fase di contrazione continua da quattro trimestri, il che sottolinea i profondi danni arrecati dalla recessione ai consumatori ed alle aziende. Nel trimestre le spese delle famiglie sono scese dell’1,2%.

Nel secondo trimestre i consumi sono calati, dopo l’aumento dello 0,6% del primo trimestre. Nel dettaglio le spese per beni durevoli sono scese del 7,1% (contro +3,9%), mentre quelle per beni non durevoli sono diminuite del 2,5% (contro +1,9%). In aumento dello 0,1%, invece, le spese per servizi (-0,3%).

Quanto all’inflazione, il deflattore pce (indice dei prezzi legati alle spese per consumi) è cresciuto dell’1,3% tendenziale dopo il -1,5% del primo trimestre. Il dato “core” mostra un aumento del 2% dopo il +1,1% dei primi tre mesi dell’anno.

Il miglioramento dell’economia Usa, rilevano gli analisti, è dovuto alla diminuzione dei tagli delle spese nel settore degli affari, alla ripresa delle spese da parte del governo federale e al miglioramento dell’interscambio commerciale. Notizie meno buone, invece, sul fronte dei consumi, a causa della disoccupazione che continua a crescere, della diminuzione dei risparmi e del calo del valore delle case.