Cucine e scooter: “aiutino” del governo, ma prima un “attimino” per vedere se i soldi sono finiti

Pubblicato il 19 Marzo 2010 15:17 | Ultimo aggiornamento: 19 Marzo 2010 15:17

Incentivi previsti per le ecocase, scooter e mobili per la cucina

Roma o qualunque altra città e borgo d’Italia, mattina del 7 aprile. Finite le vacanze di Pasqua il signore e la signora Bianchi, giovane coppia appena sposata sui 35 anni, decidono di comprarsi la cucina nuova. Hanno letto, hanno ascoltato la tv, vogliono approfittare degli incentivi che il governo mette a disposizione a partire dal giorno prima, 6 aprile (fondo di 300 milioni, che arriveranno dal recupero dell’evasione fiscale). Loro sanno che risparmieranno mille euro sul prezzo, non proprio poca cosa. Entrano dunque nel negozio sotto casa, guardano, scelgono, ordinano e stanno per mettere mano al portafoglio: fa “tot”, meno mille…

Un momento di pazienza chiede a quel punto il commerciante, prima dell’aiutino governativo ci vuole un “attimino” di pazienza. Il rivenditore va al computer o impugna telefonino, deve verificare la “capienza”. E che sarà mai la capienza? E’ la lista dei soldi disponibili e delle prenotazioni. L’incentivo infatti non è per tutti ma è per chi arriva in tempo. Finiti i milioni in cassa, finito l’incentivo. Gli “aiutini” sono ad esaurimento e chi tardi arriva male alloggia. Il rivenditore comunicherà poi alla coppia se l’incentivo è disponibile e se diventerà, allora e solo allora, un reale sconto sul prezzo d’acquisto.

Ma in soldoni a quanto ammonta questo sconto? Al 10% del costo, nel limite massimo di singolo contributo pari a mille euro. In sostanza, su un costo totale di 7mila euro per i mobili della cucina, lo sconto per il signore e la signora Bianchi sarà di 700 euro. Il rivenditore recupererà, esibiti documenti e fatture, poi l’incentivo agli sportelli delle Poste. Un po’ di burocrazia suppletiva gli renderà meno “dolce” la vendita realizzata.

Torino, pomeriggio del 15 aprile. Il signore e la signora Rossi, coppia di 55 anni con un figlio di 18,  decidono di comprare un motorino come regalo al ragazzo appena diventato maggiorenne, rottamando il vecchio scooter che ormai non usano più. Lo sconto, per chi vuole scendere da un vecchio motorino Euro o Euro 1 per salire su un motociclo con alimentazione elettrica doppia o esclusiva, è del 20% fino a un massimo di 1.500 euro. I signori Rossi arrivano dal concessionario e si informano sullo sconto, ma questa volta la sorpresa è amara. Cosa c’è, il “sito” non si collega, è intasato? No, il sito è libero ma segna “rosso”, intasate sono le richieste di sconto, i soldi governativi sono finiti, niente incentivi per il nuovo motorino. La famiglia Rossi è arrivata tardi.

Lo sconto, infatti, viaggia sul web fino all’esaurimento dei soldi, poi una sorta di “semaforo” blocca gli incentivi non appena finiscono le risorse individuate dal decreto attuativo: così per chi arriva tardi potrebbe non scattare l’aiuto.

Nel decreto incentivi è entrato fuori sacco anche il rilancio del piano casa del governo. «Non l’ampliamento delle cubature – ha spiegato il ministro dell’Economia Giulio Tremonti – ma almeno le opere interne si possono fare subito salvo ci sia una legge regionale che lo vieta». Ci hanno detto, ha spiegato il ministro, «che il piano casa era una cosa giusta ma non si poteva fare perché di competenza regionale e allora noi diciamo che sarà il buon governo delle regioni a consentire almeno le opere interne. Sarà così un buon motivo cambiare le amministrazioni regionali che non lo consentono». L’intervento relativo al Piano casa, ha detto il premier Silvio Berlusconi «aggiunge libertà sugli interventi dentro la propria casa evitando ai cittadini lunghe procedure. Gli interventi possono essere eseguiti senza svolgere pratiche presso i Comuni, quelli che non riguardano le parti strutturali, tutte le modifiche interne, le opere di pavimentazione possono essere comunicate anche per via telematica», informando il municipio tramite l’impresa a cui si affidano i lavori. Ma cosa cambia rispetto a prima? Sarà ancora necessaria la Dia, la Dichiarazione di Inizio Lavori?

Tra gli interventi previsti dalla norma introdotta dal decreto incentivi per facilitare i lavori in casa “l’eliminazione di barriere architettoniche, opere temporanee di ricerca nel sottosuolo, movimenti di terra pertinenti all’esercizio di attività agricola, serre mobili stagionali, opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, pannelli fotovoltaici e termici, aree ludiche senza fini di lucro”.