Cura Italia. Come ottenere i 600 euro al mese e gli altri bonus. Cig, negozio chiuso, mutui, partite Iva…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Marzo 2020 14:19 | Ultimo aggiornamento: 19 Marzo 2020 14:19
Cura Italia. Come ottenere i 600 euro al mese e gli altri bonus. Cig, negozio chiuso, mutui, partite Iva...

Negozi chiusi, vie deserte a Roma (Ansa)

ROMA – Un primo indennizzo pari a 600 euro per il mese di marzo. Rivolto ad una platea di oltre 4,8 milioni tra partite Iva, lavoratori autonomi e stagionali, danneggiati dal coronavirus. Per richiederlo, la prossima settimana potrebbe essere aperto un “click day” dall’Inps. In pratica una finestra entro la quale fare domanda attraverso il computer, con precedenza per chi arriva prima. Di seguito una guida rapida per facilitare l’ottenimento dell’ampio ventaglio di indennizzi, aiuti, bonus e sconti fiscali.

Partite Iva, co.co.co, autonomi, spettacolo, stagionali

L’indennità da 600 euro è rivolta ai professionisti titolari di partita Iva e ai co.co.co. iscritti alla gestione separata, alla data del 23 febbraio scorso; agli artigiani e ai commercianti (autonomi). Ai lavoratori stagionali del turismo e del settore agricolo, ai lavoratori dello spettacolo. L’indennizzo non è tassabile e non è inteso come una tantum, per cui potrebbe essere rifinanziato per aprile, risorse permettendo.

E per colf e badanti?

Ma un altro bonus sarebbe in dirittura d’arrivo anche per i lavoratori domestici, esclusi dalla cig in deroga “Covid-19” prevista nel decreto “Cura Italia”. Per colf e badanti l’aiuto dovrebbe essere inserito nel decreto che il ministero del Lavoro è chiamato ad emanare entro trenta giorni. Decreto che deve specificare l’attribuzione del “Fondo per il reddito di ultima istanza”, nato con il provvedimento del governo.

Il Fondo ammonta a 300 milioni di euro ed è dedicato a quei lavoratori dipendenti e autonomi non coperti dalle altre misure o ammortizzatori sociali, come ad esempio quelli iscritti alle Casse professionali (avvocati, architetti, psicologi), i lavoratori domestici, appunto, e occasionali.  

Negozio chiuso, sconto affitto

Tre negozi su quattro hanno abbassato le serrande a marzo e per aiutarli con l’affitto il governo stanzia 365 milioni. Il decreto Cura Italia introduce infatti un credito d’imposta al 60% delle spese sostenute nel mese di marzo per canoni di locazione di negozi e botteghe (categoria C/1). La relazione tecnica al provvedimento spiega che sono necessari circa 356,3 milioni di euro nel 2020 per garantire lo sconto fiscale considerando “una quota di negozi che hanno sospeso l’attività pari al 75%”.

Cassa integrazione anche per chi ha un solo dipendente

Intanto bisogna ricordare che per due mesi i licenziamenti sono congelati, mentre l’assenza forzata dal lavoro per quarantena viene considerata infortunio (paga lo Stato e non incide sul monte malattia all’Inps). Ma se l’attività lavorativa chiude sono stati messi in campo ammortizzatori straordinari che includono per la prima volta la cig in deroga anche per chi ha un solo dipendente. E’ coperto il periodo 23 febbraio-31 agosto 2020 per un massimo di nove settimane. La domanda va presentata all’Inps.

Scuole chiuse, come faccio con i figli?

Le domande per ottenere il voucher per la babysitter (600 euro al mese, 1000 per chi svolge una professione sanitaria) vanno presentate all’Inps. Il congedo parentale di 15 giorni al mese per famiglia (figli che non vanno a scuola fino a 12 anni) va chiesto al datore di lavoro, che non può rifiutarlo.

Rate mutui, chiedi la sospensione alla banca

La sospensione fino al 30 settembre dei versamenti delle rate di mutui e prestiti bancari va richiesta alla banca o a chi ha erogato il credito (meglio se online). La sospensione dei pagamenti di contributi e ritenute (marzo e aprile) e delle cartelle esattoriali (8 marzo – 31 maggio) scatta da sola. 

100 euro di integrazione stipendio

Un bonus da 100 euro da integrare nello stipendio mensile è riservato a quei dipendenti (sotto i 40mila euro direddito) che non possono lavorare da casa in smart working e devono uscire di casa per recarsi in ufficio. E’ il datore di lavoro che integra, recupererà fiscalmente. (fonte Ansa)