Usa, la crisi è finita? Chiedetelo ai coniugi sessantenni David e Debbie LaRochelle, Florida

Pubblicato il 13 luglio 2010 16:04 | Ultimo aggiornamento: 13 luglio 2010 17:39

La mobile home dei coniugi LaRochelle in Georgia

La crisi economica negli Stati Uniti sarà forse finita per qualche riccone di Wall Street o peroliere texano, ma per la classe media – il grosso della popolazione Usa – i guai sono sempre alla porta di casa, o all’ingresso in ufficio o ai cancelli della fabbrica. Un vivido esempio, fornito da The Huffington Post, è quello di una coppia sessantenne della classe media che che nel 2008 si poteva chiamare benestante e che nel giro di due anni è ora alle corde, e c’è molto poco da fare perchè possa ritirarsi su.

David LaRochelle e la moglie Debbie, possedevano due case: nella Florida meridionale (una stanza da letto) e l’altra, una mobile home, a Plains, Georgia, vicino ai loro genitori. Entrambi impiegati al hotel resort Islamorada, in Florida, guadagnavano assieme 100 mila dollari l’anno (79 mila euro), una bella sommetta per due persone della terza età senza tanti grilli per la testa.

Due anni e una recessione dopo, la coppia non ha più lavoro, ha esaurito tutte le forme di risparmio che possedeva, vivono di sussidi di disoccupazione e stanno per perdere la loro casa in Florida perchè non sono più in grado di pagare il mutuo. Nel frattempo, questa casa, che nel 2008, all’inizio della recessione, valeva sul mercato 139 mila dollari, ne vale adesso 49 mila.

I LaRochelle sono due dei 2,4 milioni di americani che sono molto in arretrato sui pagamenti dei loro mutui, causa il crollo dei prezzi degli immobili e la disoccupazione, attualmente al 9,4 per cento. La coincidenza di questi due micidiali fattori fa sì che, secondo il Center For Responsible Lending, nei prossimi due anni 9 milioni di case saranno pignorate.

Fortunatamente per loro, i LaRochelle hanno ancora la loro mobile home in Georgia e quindi un tetto sulla testa. Si sono trasferiti là, una zona rurale, e mentre Debbie si prende cura dei loro anziani genitori, David cerca un nuovo lavoro.

Il rimpianto delle comodità – non dei lussi – della classe media è duro. ”Adesso risparmio su qualsiasi cosa – dice Debbie – mentre prima quando andavo al supermercato se mi piaceva qualcosa la compravo senza starci tanto a pensare su. Decisamente non siamo più classe media. In questa zona della Georgia la classe media non esiste, esistono i ricchi proprietari terrieri che assumono come vogliono loro la povera gente come noi”. Aggiunge con aria sconsolata: ”Si guardi intorno: sembra di stare in un Paese del Terzo Mondo”.

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